L’uomo col cervello in tasca – Quanta coscienza abdichiamo agli smartphone?

Siamo schiavi della tecnologia e i più vulnerabili sono i ragazzi.

Lo psichiatra Vittorino Andreoli nel libro L’uomo col cervello in tasca racconta come tutti noi abbiamo un potente alleato che ci segue, ma che a lungo andare rischia di diventare un potente avversario.

Gli essere umani infatti hanno un organo straordinario, il cervello umano, sotto certi aspetti ancora sconosciuto. Ma in seguito alla rivoluzione digitale ha preso vita un piccolo cervellino che teniamo “in tasca” e che finora ha solo aiutato il nostro vero cervello, lo smartphone.

Il pericolo davanti al quale ci pone lo psichiatra è che il cervello in tasca a lungo andare sostituisca quello umano.

Andreoli sostiene che ci sono già dei segni di questo inquietante futuro – come ad esempio il fatto che tutti noi abbiamo dato allo smartphone la memoria dei numeri, delle immagini, dei rapporti.

La domanda quindi è la seguente: è possibile che ci stiamo abituando a pensare meno perchè proiettiamo sempre più spesso sul cervello che abbiamo in tasca?
A questa domanda Andreoli più che una risposta vera e propria, cerca di dare dei consigli per evitare di chiudersi nel mondo digitale, visto in contrapposizione al mondo reale.

Il consiglio principale è limitare il tempo di esposizione perchè a lungo andare lo smartphone può creare una vera e propria dipendenza alla Black Mirror, portandoci ad amare sempre più il mondo della virtualità e sempre meno quello della concretezza.

In una solo parola: PENSATE.

L’uomo col cervello in tasca

Editore: Solferino

Uscita: 2019

Autore: Vittorino Andreoli

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