Sapete come funziona il TeleriscaldamentoFreddo?

In Italia abbiamo sistemi all’avanguardia invidiabili, ma ancora non ci rendiamo conto del loro grande potenziale.

Nel piccolo comune di Ospitaletto, vicino a Brescia, gran parte degli edifici di vecchia costruzione ricevono energia da un impianto di nuova concezione.

TeleriscaldamentoFreddo® è stato il primo sistema realizzato in Europa alternativo al teleriscaldamento tradizionale e presenta un vantaggio notevole: ottimizza l’uso delle risorse nel territorio. Nel resto dell’Europa esistono solo altri tre impianti simili, ma il sistema potrebbe essere riprodotto in molte zone, prima tra tutte la pianura padana. Ospitaletto consuma energia rinnovabile da maggio 2018 ed è solo l’inizio di una riqualifica che nei prossimi anni potrebbe interessare gran parte del territorio italiano.

Il TeleriscaldamentoFreddo® è ideale in tutti i casi in cui, per i costi eccessivi, non sia possibile installare grandi centrali termiche, come in centri abitati di medie e piccole dimensioni. In Italia esistono più di 7.000 comuni con meno di 20.000 abitanti, perfetti quindi per impianti che forniscano energia rinnovabile a basso costo, senza dover intervenire sulla struttura interna degli edifici.

Da dove partire per costruire un impianto di TeleriscaldamentoFreddo®? Prima di entrare nelle problematiche tecniche è bene sottolineare la mentalità necessaria: lavoro in team, idee chiare e concetto di pianificazione urbanistica. Senza queste basi sarebbe stato impensabile fare il salto energetico da gasolio a metano nel passato e sarebbe altrettanto azzardato tentare la riqualificazione geotermica oggi attraverso le acque reflue. È questa infatti la risorsa rinnovabile impiegata dal nuovo teleriscaldamento, insieme all’acqua di falda, considerata finora uno scarto del tessuto urbano.

Per spiegare il funzionamento del sistema è utile analizzare l’esempio del banco del freddo al supermercato. Esso impiega tubazioni con ricircolo d’acqua per raffreddare i prodotti all’interno e di volta in volta ha bisogno di smaltire il calore assorbito dal fluido. Le acque reflue possono essere dirottate verso un sistema che utilizza questo calore meno “nobile” e restituisce le stesse acque all’impianto di origine ad una temperatura inferiore. Si tratta in sintesi di un mutuo scambio di energia a vantaggio di entrambe le parti.

Non solo il supermercato o l’azienda in questione risparmia costi di smaltimento, ma ottiene anche un importante ritorno di immagine. Diventando attore del sistema contribuisce alla sostenibilità del pianeta e alla cura delle risorse esauribili, fonti di un bilancio sociale molto spendibile a livello di brand, soprattutto agli occhi dell’Europa. Se poi pensiamo ad imprese come piccole gelaterie, acquista un certo peso anche l’impatto estetico: al posto di impianti interni al negozio, il nuovo teleriscaldamento può fornire energia con discrezione. L’innovazione principale consiste quindi nel mettere in comunicazione sistemi con esigenze energetiche contrapposte.

Con l’Ing. Paolo Tarantino di Cogeme Servizi Territoriali Locali, responsabile dell’impianto di Ospitaletto, entriamo nel dettaglio tecnico del TeleriscaldamentoFreddo®. Iniziamo dal recupero di una vecchia centrale termica nel giardino di una scuola: in una struttura di pochi metri quadri, simile ad un garage, oggi si producono 500kW nel silenzio quasi totale.

All’interno si dirama una serie di tubazioni in acciaio inox oppure coibentate, collegate alla valvola di regolazione SERIE EU114 limitatrice di portata Watts che «bilancia tutta la rete ed è il cuore dell’impianto». È essenziale notare come un prodotto come questo possa essere utilizzato per soluzioni tecniche innovative, spesso non abbastanza conosciute. Nell’impianto si distinguono una zona idraulica ed una frigorifera che estraggono energia da acqua a 15°C. Sono così alimentati 14 edifici tra cui una scuola, diversi condomini ed edifici pubblici; oltre che semplificate le dinamiche di prevenzione incendi.

In una zona poco distante si accede invece ad un parco pubblico. L’unico segno della presenza di un impianto di TeleriscaldamentoFreddo® da 2,5MW consiste in due pozzi di prelievo e due di restituzione dell’acqua di falda, alla quale si somma – tramite reti separate – l’energia ricavata da acque reflue lungo il percorso. Questo è indice di quanto la centrale geotermica sia sorprendentemente non invasiva. Consideriamo ad esempio il caso di paesaggi e beni ambientali tutelati: il TeleriscaldamentoFreddo® è del tutto compatibile, perché la posa delle tubazioni sotterranee avviene in orizzontale.

La trivella scava al di sotto delle strade senza romperle e senza bloccare il traffico, inoltre permette di continuare i lavori in qualsiasi condizione atmosferica. L’unico segno del suo passaggio è dato dai fori di ingresso e di uscita. Un altro vantaggio della posa nel sottosuolo è ciò che si può definire “rete attiva”: le tubazioni in plastica assorbono calore dal terreno ed il sistema si autosostiene per un periodo che può arrivare anche a due ore. Durante quella frazione di tempo non c’è bisogno di utilizzare energia per mantenere la temperatura, perciò i consumi diminuiscono. È interessante notare anche la rapidità di installazione, in quanto sono stati sufficienti quattro mesi di lavoro per rendere l’impianto di Ospitaletto del tutto operativo.

Con le parole dell’Ing. Paolo Tarantino possiamo dire che anche nella centrale al di sotto del parco la valvola di regolazione SERIE EU114 Watts «è un elemento impagabile che sarà sempre presente in tutti i nostri impianti». Essa mantiene un gioco idraulico perfetto e non richiede interventi di manutenzione. Grazie al vetrino con ampolla posto in cima alla valvola si può eseguire un controllo visivo per capire se l’acqua è pulita. Circa una volta al mese può essere necessario ruotare una maniglia per spurgare il sistema e far defluire lo sporco accumulato nel punto previsto. Bastano quindi pochi secondi di attenzione per tornare ad avere la massima efficienza, in questo caso per la fornitura energetica di 90.000m3 coperti.

Un terzo impianto interrato mostra invece un contrasto ancora più evidente con la centrale termica che ha sostituito. Tutto ciò che rimane della precedente ciminiera alta dodici metri è un’immagine su Google Maps, nella realtà la zona è oggi il giardino di una scuola materna. Niente più emissioni grazie al TeleriscaldamentoFreddo®, il quale riesce comunque ad alimentare due scuole, una palestra, tre condomini con piscine riscaldate e gli edifici del centro civico.

Ciascuna utenza è gestita da una stazione di pompaggio autonoma per ottimizzare richiesta e produzione di energia. Ad esempio vediamo il caso in cui l’acqua di falda, costante tutto l’anno, arriva nell’impianto a 15,6°C e viene elevata a 59°C per essere immessa negli edifici. L’aspetto importante sta nel riconoscere che i radiatori e tutte le strutture delle utenze sono rimasti gli stessi degli anni ’40. Non servono quindi grandi investimenti, oltre a grandi temperature: i 59°C forniti sono molto bassi rispetto agli 80°C gestiti da sistemi energetici differenti. Tutto questo è possibile grazie ad un circuito frigo composto da due compressori e due scambiatori. Il calore delle acque reflue e dell’acqua di falda viene assorbito da un fluido che evapora a basse temperature. Il compressore contribuisce al processo in minima parte facendo circolare l’acqua. Il condensatore attiva poi il secondo passaggio di stato, trasformando di nuovo il vapore in liquido per prelevare il calore dal gas. In ultimo l’energia ricavata viene trasferita alle utenze, mentre l’acqua ritorna alla fonte iniziale.

Quali problemi può presentare il TeleriscaldamentoFreddo®? I casi più comuni sono mancanza di segnale internet, assenza di tensione o blocco di una pompa di calore. Per poter verificare ed intervenire ad ogni allarme, l’intero sistema è telecontrollato da remoto. Entra quindi in gioco l’Internet delle Cose (IOT) per accelerare il processo di assistenza. A volte il problema può essere risolto direttamente dal personale connesso al sistema, in altri casi è sufficiente conoscere l’intervento necessario per programmare in tutta calma l’uscita di un tecnico specializzato. Nell’eventualità di vere urgenze rimangono comunque a disposizione anche tecnici reperibili. In quanto ad affidabilità delle macchine si può dire che siano durevoli come il frigorifero di casa rispetto alla caldaia: minima manutenzione per anni di servizio.

Perché allora il TeleriscaldamentoFreddo® non è ancora così diffuso come sarebbe auspicabile?

Il vero problema sta nella mentalità di noi cittadini che si traduce nel “no” delle amministrazioni comunali: il nuovo spaventa sempre ed è ancora più difficile da accettare quando non lo si comprende appieno.

Un sistema come questo è più vantaggioso se mantenuto costantemente acceso per livellare i picchi di richiesta energetica, ma il malinteso comune è che “spento” equivalga a “risparmio”. Da qui nascono una serie di muri culturali, i quali frenano la possibilità di abbracciare completamente l’innovazione. Il nostro compito sta quindi nell’abbattere un pregiudizio alla volta, per far circolare sempre più acque reflue e idee sostenibili.