Tax Freedom Day, quest’anno è il 4 giugno

Tax Freedom DayDopo 154 giorni lavorativi, il contribuente medio italiano smette di lavorare per assolvere a tutti gli obblighi fiscali dell’anno e dal 4 giugno e inizia a guadagnare per se stesso. Questo giorno è stato chiamato Tax Freedom Day. Ogni anno il calcolo è fatto dall’Ufficio studi della CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese).
Il calcolo del Tax Freedom Day è ovviamente un puro esercizio teorico. Una media generale che può essere influenzata da numerose variabili. Tuttavia, questa analisi è interessante perché dà la dimensione, quando la si compara con i risultati degli altri paesi europei, di quanto sia imponente la pressione fiscale nei confronti degli italiani.

Italiani “liberi dal fisco” il 4 giugno 2019

Solo il prossimo 4 giugno gli italiani celebreranno il tanto sospirato giorno di liberazione fiscale (o Tax Freedom Day). E – come sottolinea l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre – rispetto al 2018 il contatore del fisco si rimette in moto: di un solo giorno, ma torna a crescere.
La Cgia sottolinea che “se consideriamo che la giornata lavorativa inizia convenzionalmente alle 8, ogni giorno ciascun italiano medio lavora per pagare le tasse e i contributi fiscali sino alle 11:23, vale a dire quasi 3 ore e mezza al giorno. Gli rimangono solo 4 ore e mezza per costruirsi il reddito o la retribuzione netta”.

Il Tax Freedom Day nella storia

Negli ultimi 25 anni il giorno di liberazione fiscale più “precoce” si è verificato nel 2005. In quell’occasione, la pressione fiscale si attestò al 39,1 per cento e ai contribuenti italiani bastò raggiungere il 24 maggio (143 giorni lavorativi) per considerare gli adempimenti fiscali “conclusi”. Osservando sempre il calendario, il Tax Freedm Day più “tardivo”, invece, si è registrato nel 2012 (anno bisestile) e nel 2013. Questo risultato così negativo si verificò perché la pressione fiscale raggiunse in quel biennio il record storico del 43,6 per cento e, di conseguenza, il giorno di liberazione fiscale si celebrò il 9 giugno.
Secondo il Ministero dell’Economia, nel 2019 la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 42,3 per cento (+0,4 rispetto al 2018).

Il confronto con l’Europa

Nel 2017 (ultimo anno in cui è possibile effettuare una comparazione con i paesi Ue) i contribuenti italiani hanno lavorato per il fisco 4 giorni in più rispetto alla media registrata nei Paesi dell’area euro e 8 in più in rapporto con la media dei 28 Paesi che compongono l’Unione europea. Solo la Francia presenta un numero di giorni di lavoro necessari per pagare le tasse superiore al nostro (+23). Tutti gli altri paesi possono festeggiare la liberazione fiscale con un netto anticipo. In Germania, ad esempio, questo avviene 7 giorni prima che da noi, in Olanda 13, nel Regno Unito 25 e in Spagna 28. Il paese più virtuoso è l’Irlanda; con una pressione fiscale del 23,4 per cento, i contribuenti irlandesi assolvono gli obblighi fiscali in soli 85 giorni lavorativi, cominciando lavorare per se stessi il 27 marzo: 69 giorni prima rispetto al nostro Tax Freedom Day.