Nuovi scontrini elettronici, cosa è cambiato dal 1 luglio

scontrini elettroniciAddio scontrini “cartacei”: la legge di Bilancio 2019, con il decreto 119/2018, porta un grande cambiamento per i negozianti. Gli esercizi commerciali dovranno sostituire i registratori di cassa analogici con quelli digitali, o adattare quelli in uso con un software apposito. I registratori di cassa dovranno essere collegati direttamente all’Agenzia delle Entrate.

Scontrini elettronici, le tempistiche per adeguarsi

I primi a doversi adeguare sono gli esercizi commerciali con più di 400 mila euro di fatturato. Si stima che in Italia siano circa 261 mila. Per loro la scadenza è il 1 luglio 2019.
Dal 1 gennaio 2020 l’obbligo si estende alla totalità dei commercianti, oltre 2 milioni in Italia, compresi gli artigiani.

Chi non si adeguerà al nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi rischia sanzioni pesantissime, pari al 100% dell’imposta relativa.

Le sanzioni per il mancato adeguamento sono state sospese sino al 31 dicembre, e prima dell’entrata in vigore della norma potrebbe variare la tipologia di attività esercitata.

Cosa cambia per i negozianti

Il cambiamento consiste nella documentazione dei corrispettivi ricevuti, che non sarà più tramite scontrini o ricevute fiscali. Come già succede con la fattura elettronica, tutti i dati saranno trasmessi all’Agenzia delle Entrate. I corrispettivi giornalieri saranno memorizzati e successivamente inviati online.

Cosa cambia per i clienti

Per ogni operazione, al cliente verrà rilasciato documento commerciale valido anche a fini fiscali in quanto sarà integrato con codice fiscale o partita Iva dell’acquirente.

Un cambiamento epocale

Lo scontrino fiscale esiste in Italia da 36 anni: l’obbligo era scattato nel 1983 per volontà dell’allora ministro delle Finanze, Franco Reviglio. Nonostante possa sembrare un cambiamento “difficile” da mettere in pratica, si tratta di un altro tassello importante per combattere l’evasione fiscale e migliorare i servizi ai cittadini, in un ottica di digitalizzazione del Paese.