Quanto vale davvero Aramco, la compagnia petrolifera Saudita?

Si prospetta l’IPO più grande della storia

L’Arabia Saudita ha ufficializzato la quotazione di Aramco sul listino di Riad. L’organo di vigilanza della Borsa saudita ha infatti approvato l’IPO, che si prospetta come la più grande della storia.

Ma quanto vale davvero Aramco ?

Aramco

Il governo dell’Arabia Saudita guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman punta ad una valutazione da 2 mila miliardi di dollari per il più grande produttore di petrolio al mondo. Anche se le banche sarebbero vicine ad una valutazione più bassa e vicina a 1.500 miliardi.

In un primo momento, l’IPO avrà luogo esclusivamente nella locale borsa di Tadawul e sarà divisa in due tranche: una riservata agli investitori istituzionali sauditi e l’altra ai privati cittadini del Regno, i quali si spartiranno complessivamente una quota compresa tra l’1 e il 2% delle azioni.

Visto che al momento non è prevista una quotazione sui mercati esteri, il governo si affiderà principalmente ai miliardari sauditi per sostenere l’offerta. Se dall’offerta pubblica riuscirà a raccogliere più di 25 miliardi di dollari, supererebbe il record stabilito dalla quotazione di Alibaba nel 2014. Al momento però non è stata ancora fissata una forchetta circa il prezzo delle azioni in offerta e nemmeno la quota di Aramco che sarà collocata sul mercato.  Il prospetto per l’IPO sarà reso noto il 9 novembre mentre per l’11 dicembre è previsto il debutto in Borsa.

Perché il futuro di Aramco è importante

Aramco fornisce circa il 10% del petrolio del mondo, oltre ad avere importanti giacimenti petroliferi offshore. Il colosso dell’energia ha generato l’anno scorso i più importanti risultati rispetto a qualsiasi alta società, con un utile netto di 111 miliardi di dollari.

Il destino di Aramco è fondamentale per l’approvvigionamento energetico mondiale. Il nome dell’azienda è legato all’andamento del mercato del petrolio, come ha dimostrato l’attacco con i droni che l’azienda ha subito lo scorso settembre. I ribelli Houthi hanno attaccato con alcuni droni due raffinerie della Aramco situate in Arabia Saudita a più di 770 km dal confine. I due stabilimenti forniscono circa il 7% dell’approvvigionamento mondiale di petrolio, e gli attacchi hanno ridotto le loro capacità di circa la metà.

Oltre alla vulnerabilità degli impianti, pesa sui mercati l’immagine della monarchia saudita, offuscata dall’omicidio Kashoggi e dal suo supporto per l’estremismo wahabita nel mondo arabo, oltre che l’enorme peso ambientale della Aramco, che da sola produce il 4,38% di tutte le emissioni di CO2 al mondo.