Quante crisi politiche si possono affrontare in contemporanea?

Il mondo sembra impazzito e cova crisi politiche ed economiche dall’Italia sino al suo angolo più remoto.

Uscirne non sembra facile, se non tirando tutti collettivamente un profondo respiro e iniziando ad affrontare i problemi uno alla volta.

Oltre all’imminente crisi provocata dal riscaldamento globale, i cui effetti iniziano a percepirsi sulla vita di tutti i giorni, si stanno concretizzando una serie di crisi geopolitiche che una volta non era ammissibile si sommassero così una all’altra.

Ian Bremmer, stimato politologo USA e presidente del Gruppo Eurasia, in una lettera ai suoi clienti elenca i “rischi geopolitici maturi”  che ha identificato.

Le crisi geopolitiche in corso

    • Guerra fredda USA / Cina: le tensioni tra Stati Uniti e Cina hanno “toccato un punto di svolta”, con il rischio di destabilizzare le catene di approvvigionamento della tecnologia globale.
    • Conflitto USA / Iran: un’escalation armata porterebbe al collasso del mercato petrolifero.
    • Guerra informatica Stati Uniti / Russia: le ripercussioni sulle elezioni del 2020 potrebbero portare a un ulteriore inasprimento del conflitto sociale che si è aperto negli USA.
    • Crisi economica italiana (fa piacere essere elencati tra i principali problemi del mondo, vero?): il paese ha un governo non credibile a livello internazionale, con due partiti di maggioranza che non si sopportano e che hanno aperto da poco una crisi di governo, un enorme debito pubblico e ha intrapreso un cammino autoritario.
    • Turchia: non c’è molto da dire.
    • Crisi Cina / Hong Kong: il governo di Pechino ha già fatto capire che ha perso la pazienza, ma una nuova Tienanmen avrebbe conseguenze disastrose.
    • Rapporti Trump / Taiwan / Cina: da noi se ne parla poco, ma Trump riarmando Taiwan sta fomentando il nazionalismo cinese in un momento in cui proprio non sarebbe necessario.
    • Brexit.

Bremmer ha dichiarato che in un normale momento storico ci troveremmo ad affrontare un singolo scenario negativo di queste proporzioni, con una probabilità dell’1-5% che degeneri in una crisi.

Nella situazione attuale invece questi scenari, anche a causa degli intrecci tra loro, hanno ognuno una probabilità di sfociare in una vera crisi del 10-30%.

In altre parole, dobbiamo aspettarci che almeno uno o due degli scenari critici elencati degenerino realmente in una crisi, con scontri aperti o collassi economici gravi, con un impatto mai prima visto sui mercati.

In tutti i casi è facile individuare la responsabilità in nazionalismi e sovranismi vari, che minano l’ordine mondiale attuale senza un’alternativa valida o sostenibile.