Perchè Facebook non banna le pubblicità politiche?

In vista delle elzioni Usa 2020, Twitter ha bloccato le pubblicità politiche

pubblicità politicheTwitter ha annunciato che vieterà tutte le forme di pubblicità politica a partire da novembre. La decisione della piattaforma, che al contrario di Facebook rinuncerà alle sponsorizzazioni dei politici, apre delle domande sul ruolo che le piattaforme di social media dovrebbero svolgere nelle elezioni Usa del 2020.

La posizione di Jack Dorsey, CEO di Twitter

La politica di Twitter si basa sulla convinzione che “la diffusione del messaggio politico dovrebbe essere guadagnata, non acquistata”, ha spiegato il CEO Jack Dorsey. È stata una decisione controversa – non da ultimo con i leader in corsa per le presidenziali Usa del 2020. Secondo Dorsey, Twitter non comincerà a censurare in alcun modo il pensiero e le parole dei suoi iscritti. Semplicemente non permetterà più di acquistare l’amplificazione dei messaggi dei politici e la precisione con cui vengono indirizzati ai potenziali elettori.

Sarebbe meglio se le piattaforme vietassero completamente le pubblicità politiche?

C’è un posto in America dove è già così. Lo stato di Washington vanta alcune delle più severe leggi sul finanziamento delle campagne nel paese e, dopo le minacce di battaglie giudiziarie dell’anno scorso, sia Facebook che Google hanno deciso di vietare completamente le pubblicità politiche nello stato piuttosto che adeguarsi alle regole dello Stato. Ma quei divieti non hanno fermato i politici locali. Al contrario, ha provocato l’applicazione disomogenea e regole confuse. Questo può valere come avvertimento per ciò che un divieto pubblicitario attuato con superficialità o senza regole precise potrebbe significare per le campagne 2020.

Perché Facebook non banna le pubblicità politiche?

Anche Mark Zuckerberg è chiamato a prendere posizione in merito. I democratici americani, con la candidata alla Casa Bianca Elizabeth Warren e la senatrice Alexandria Ocasio-Cortez, hanno chiesto al fondatore di Facebook di eliminare le sponsorizzazioni politiche false. Se Meno Park dovesse accettare, dovrebbe avviare un’attività di selezione e fact checking. In occasione di un recente discorso alla Georgetown University, Zuckerberg ha dichiarato che “gli annunci politici sono una parte importante del diritto di espressione”. In occasione della presentazione dei risultati trimestrali del gruppo e poche ore dopo l’annuncio di Twitter, ha ribadito il concetto affermando di voler lavorare “per aumentare la trasparenza” e che “il prossimo anno le pubblicità dei politici contribuiranno a meno dello 0,5 per cento delle entrate” di Menlo Park.