Olimpiadi Parigi 2024, AirBnb fa paura (come Uber)

Il Comitato Olimpico Internazionale e Airbnb hanno annunciato un accordo di partnership globale per i prossimi nove anni

Il logo di Airbnb sarà accanto a quello dei cerchi olimpici per le prossime cinque edizioni dei Giochi. L’accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale e Airbnb   le Olimpiadi di Tokyo 2020, le Olimpiadi invernali di Pechino 2022, le Olimpiadi Parigi 2024, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e le Olimpiadi di Los Angeles 2028. L’accordo ha fatto infuriare gli albergatori parigini, che sono “in rivolta”.

Airbnb sponsor olimpiadi parigi 2024A Parigi gli albergatori contro AirBnb

La presenza di Airbnb tra gli sponsor di Paris 2024 ha provocato la reazione indignata degli albergatori. La categoria da mesi combatte per limitare l’espansione della piattaforma concorrente. Per protesta, l’assemblea dell’Union des métiers et des industries de l’hôtellerie (UMIH) ha annunciato che sospenderà la partecipazione nell’organizzazione delle Olimpiadi 2024. “In queste condizioni sospendiamo la partecipazione all’organizzazione dell’Olimpiade del 2024”, ha detto Laurent Duc presidente del sindacato degli albergatori. “Dov’è la moralità? – ha proseguito Heguy Roland, presidente della UMIH – dicendo che è “scandaloso il fatto che si sia resa questa azienda, che svolge deregulation in tutti i paesi del mondo, un partner globale del Comitato Olimpico Internazionale” .

AirBnb fa paura, come Uber?

La protesta degli albergatori parigini ricorda molto quella che i taxisti, qualche anno fa, avevano mosso contro Uber. La concorrenza verso la piattaforma è ancora oggi spietata, basti pensare che Uber Technologies Inc. potrebbe perdere la licenza di transito a Londra, principale piazza per l’azienda. Proprio oggi Transport for London deciderà se rinnovare o meno la licenza trasporto persone. Il mercato di ride-sharing di Londra è cambiato in modo significativo da quando TfL ha concluso nel 2017 che Uber non era “in forma e corretta” per detenere una licenza. Uber ha anche affrontato una serie di azioni legali nel Regno Unito, tra cui la perdita di un caso per i diritti di lavoro dei conducenti.