“Milano produttiva” numeri e sfide dell’economia milanese e lombarda

L’analisi “Milano produttiva” della Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza e Lodi testimonia il peso dell’economia di questi territori nel contesto italiano

milano produttivaNel 2018 il valore aggiunto a livello regionale è cresciuto dell’1,4%, risultato superiore al dato nazionale (+0,9%). Milano che conserva la sua leadership di capitale economica del Paese: +1,5%5 è l’incremento del valore aggiunto stimato per la città metropolitana sempre nel 2018, con Monza e Lodi perfettamente allineate al risultato regionale. Per entrambe infatti le stime sulla crescita del valore aggiunto si attestano al +1,4%, dato ancora una volta al di sopra della performance nazionale.

Il contributo del commercio estero

Positivo, anche se di intensità inferiore per i fattori sopra descritti, continua a essere il contributo del commercio estero alla crescita dei tre territori. Secondo “Milano produttiva” l’interscambio dell’area di Milano Monza Brianza e Lodi ha raggiunto nel 2018 i 140 miliardi di euro, di cui 82,6 miliardi sono di import e 57,4 miliardi di export, pari rispettivamente al 61,7% dell’import e al 45,2% dell’export regionale (il 19,5% e il 12,4% sull’Italia). La città metropolitana con i territori di Monza e di Lodi si conferma inoltre quale area dinamica e attrattiva.

Le multinazionali tornano a Milano, Monza e Lodi

La presenza delle multinazionali estere è tornata a crescere. Sono 4.579 le imprese a partecipazione estera presenti nella provincia di Milano, dove occupano circa 466mila dipendenti, come pure sono 469 in Brianza con 51.357 dipendenti e 40 nel Lodigiano con 3.550 dipendenti, area in cui assumono una rilevanza significativa nel settore manifatturiero e nella filiera della chimica, farmaceutica e gomma-plastica, se rapportate alla dimensione della provincia.

Uno sguardo al mondo del lavoro e all’occupazione

Ancora favorevole nel 2018 la dinamica del mercato del lavoro: sono cresciuti gli occupati in tutti e tre i territori di riferimento (con 9mila unità in più rispetto al 2017) e si è ridotto contestualmente il numero dei disoccupati.
In particolare, il tasso di disoccupazione risulta in diminuzione in tutte le aree oggetto di analisi: a livello lombardo è sceso dal 6,4% del 2017 al 6,0%, nella città metropolitana di Milano la variazione è stata inferiore, ma sempre positiva – il tasso di disoccupazione è sceso dal 6,5% al 6,4% – mentre più deciso è stato il decremento registrato negli altri due territori: a Monza Brianza il tasso di disoccupazione è passato dal 7,1% al 6,0%, e nel lodigiano è sceso dal 7% al 6,5%.  Positivo sicuramente l’incremento del numero degli occupati, ma desta qualche preoccupazione il rallentamento dell’intensità della crescita, soprattutto per Milano dove l’occupazione per la prima volta è salita meno rispetto alla Lombardia, con un incremento dello 0,3%, valore nettamente al di sotto dei risultati raggiunti nell’ultimo triennio e prossimi al +2%.

Il gap di genere

Ulteriore elemento di preoccupazione è il perdurare del gap di genere che caratterizza il mercato del lavoro, sicuramente a livello nazionale ma anche nei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi. Se il tasso di occupazione maschile a Milano è pari al 75,2%, quello femminile si assesta al 63,9%. Valori che mostrano l’ampiezza del divario di genere esistente, con il differenziale che si incrementa ulteriormente per Monza e Lodi dove si registrano rispettivamente tassi di occupazione maschile pari al 75,4% e al 76,4%, contro un tasso di occupazione femminile del 59,3% a Monza e del 55,4% a Lodi (territorio in cui il divario di genere supera dunque i venti punti percentuali).
I dati ci confermano, inoltre, il perdurare del gap generazionale: a livello nazionale, il tasso di disoccupazione per i giovani under 30 è del 24,8%; in Lombardia tale valore scende di quasi dieci punti percentuali fermandosi al 15%, mentre nella città metropolitana risulta essere pari al 16,6%; 15,4% e 12,8% sono rispettivamente i tassi della Brianza e del Lodigiano, valori comunque ben al sopra dei tassi di disoc- cupazione generali sopra indicati che oscillano tra il 6% e il 6,5%.