Mercato discografico, oltre il 60% è digitale

Mercato discograficoIl mercato discografico è in buona salute. I numeri evidenziano una crescita, sia a livello globale, sia a livello italiano. A tratteggiarne lo stato di salute è il Global Music Report 2019 di IFPI (dati relativi al 2018) e i dati contestualmente forniti da Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana).
Il mercato discografico italiano ha registrato nel 2018 un fatturato di 228 milioni di euro, in crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. Quello mondiale nel 2018 è cresciuto del 9,7%, riportando ricavi pari a 19,1 miliardi di dollari.  Si tratta di uno dei mercati che sta cambiando più velocemente.

Lo streaming guida la crescita del mercato discografico

I prodotti digitali occupano ormai più della metà dell’intero mercato (fisico e digitale). Piattaforme come Spotify, Apple Music, Google Play Musica, Qobuz, Tidal, Pandora, Deezer e così via guidano la crescita. Questa tipologia di distribuzione dei brani oggi è responsabile del 46,9% di tutti gli introiti legati al mondo della musica. Le sottoscrizioni a pagamento, quelle degli account premium, sono salite del 32,9% in dodici mesi, arrivando a un totale pari a 255 milioni di abbonamenti nel mondo

In Italia il digitale genera il 63% degli introiti, solo lo streaming il 41%. Gli abbonamenti a pagamento alle piattaforme sono cresciuti del 55,4%.

Calano download e supporti fisici

Le entrate delle vendite fisiche sono calate del 10,1%, quelle invece generate dalle vendite di musica in download sono calate del 21,2%. Un calo considerato “fisiologico” da tutti i player del mercato.

L’Europa e il confronto tra i Paesi

Stati Uniti, Giappone e Regno Unito rappresentano i tre pincipali mercati musicali a livello mondiale. Complessivamente la crescita in Europa è modesta: 0,1%. I numeri migliori sono di Svezia e Norvegia (rispettivamente +2,8% e +1,7%), Austria (+20%) e Irlanda (+7,5%). La Germania, pur occupando la quarta posizione, ha registrato un risultato negativo (-9.9%). In Europa i servizi in streaming a pagamento sono cresciuti del 29,2%, mentre le vendite dei supporti fisici e i download si sono ridotti rispettivamente del 19,4% e del 24,3%.