L’esoscheletro e il robot teleoperativo a supporto degli operatori

I prototipi sono nati dalla collaborazione tra Inail e IIT (Istituto Italiano di Tecnologia)
esoscheletro iit inailSono due i prototipi sviluppati nell’ambito della collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova: un esoscheletro collaborativo, in grado di ridurre gli effetti delle sollecitazioni muscolo-scheletriche, e un robot teleoperativo, che può sostituire o assistere i lavoratori negli interventi in ambienti ad alto rischio. Sono il risultato in una collaborazione della durata di un triennio (attualmente più o meno a metà percorso) tra Inail e IIT.

I benefici per gli uomini

in alcuni contesti lavorativi possa essere particolarmente vantaggioso l’ausilio degli esoscheletri, dispositivi indossabili che supportano le capacità fisiche dell’operatore – forza, agilità, velocità e potenza – riducendo notevolmente, o eliminando del tutto, gli effetti delle sollecitazioni muscolo-scheletriche. A beneficiarne potrebbero essere i circa cinque milioni di operatori che, secondo le informazioni estratte dalle banche dati Inail, svolgono abitualmente attività di movimentazione manuale di carichi in settori come l’edilizia, la logistica, la sanità e il manifatturiero, risultando quindi potenzialmente esposti a patologie e disturbi muscolo-scheletrici da sovraccarico biomeccanico, soprattutto della colonna vertebrale e delle spalle.

L’esoscheletro

L’esoscheletro sviluppato dai ricercatori di Inail e IIT è costituito da più moduli, che possono essere composti in diverse configurazioni funzionali alla specifica applicazione e supportano, rispettivamente, il tronco, per la riduzione dei carichi nella regione lombare, e le braccia, per ridurre i carichi al livello delle spalle. Il prototipo include anche un nuovo concetto di assistenza della zona lombare e vertebrale, realizzato con materiali flessibili e leggeri che permettono un incremento del comfort senza rinunciare al livello di assistenza necessario. Sono stati inoltre considerati i problemi legati all’immissione del dispositivo sul mercato e alla compatibilità del suo impiego con la normativa vigente in materia di salute e sicurezza.

Il robot teleoperativo

Il progetto del robot teleoperativo è nato invece con l’obiettivo di limitare il più possibile l’esposizione dei lavoratori in scenari che comportano rischi rilevanti per la salute e la sicurezza degli operatori. Come le attività di ispezione e manutenzione, in particolare quelle in ambienti confinati, le demolizioni e gli interventi a seguito di incendi o catastrofi naturali. In tutti questi ambiti, il ricorso a questo tipo di robot rappresenta una straordinaria opportunità per surrogare o assistere i lavoratori. Assicurando la riproduzione in tempo reale di attività particolarmente pericolose tramite la continua interazione da remoto con un operatore-guida esperto. HyQReal, un robot quadrupede che con i suoi 90 centimetri di altezza, 133 di lunghezza e un peso di 130 chilogrammi è in grado di sviluppare una forza sufficiente a spostare un aereo passeggeri di oltre tre tonnellate.