La sicurezza del 5G secondo OpenVPN

L’affare Huawei ha portato alla conoscenza di tutti quanto le reti di comunicazioni siano a potenziale rischio di intrusione e spionaggio.

Non tanto per un rischio presente e dimostrato, quanto per un rischio potenziale.

Per risolvere alla radice il problema Francis Dinha, presidente di OpenVPN, ha un’idea controcorrente.

Secondo lui gli Stati Uniti hanno ragione nel trattare Huawei come una minaccia alla sicurezza, ma non per il motivo che altri sostengono, quanto perchè l’hardware è intrinsecamente insicuro.

Indipendentemente dagli impianti usati per creare le reti 5G, ci saranno sempre dei rischi per la sicurezza. Con una tale quantità di dati in trasmissione, ci sarà intrinsecamente un rischio più alto di hacking.

Quindi la soluzione non è tenere un concorrente fuori dal mercato americano, cosa che potrebbe indurre altre società a diventare compiacenti, rallentare l’innovazione e lo sviluppo degli Stati Uniti cosa che rappresenterebbe un rischio per la sicurezza ancora più grave nel complesso.

Piuttosto la soluzione è costruire una rete virtuale protetta che cavalchi l’infrastruttura 5G, in grado di fornire una sicurezza end-to-end, controllata e gestita dagli operatori di rete 5G.

Quindi uno strato di software, possibilmente open source, trasparente e sicuro, capace di viaggare indisturbato attraverso qualsiasi hardware.

“Huawei è certamente un rischio” dice Dinha “ma ci sono altri modi oltre al divieto di mitigare tale rischio. Non importa chi stia realizzando le nostre apparecchiature 5G, dobbiamo essere proattivi riguardo alla sicurezza informatica.”