Oggi viviamo in un’epoca dove tutto è istantaneo.

Con un clic o un tocco su uno schermo possiamo accedere a tutto ciò di cui abbiamo bisogno: ordinare la nostra cena, ascoltare la nostra musica preferita, leggere le ultime notizie. Fino a 25 anni fa, la stampa era l’unico modo per seguire gli avvenimenti o ispirarsi sulle tendenze del momento. Questa è storia.

A livello globale, solo in Giappone oggi i consumatori dedicano più tempo alle forme tradizionali piuttosto che digitali dei media. La direzione è chiara: gli utenti di Internet trascorrono sempre più tempo sui media digitali.

Ma come sta avvenendo questa trasformazione? Ed è davvero vantaggiosa per tutti?

La trasformazione digitale dell’editoria non è compiuta

Siamo nella prima fase dello stesso cambiamento che l’industria musicale ha vissuto alcuni anni fa. Con una differenza enorme: il mercato globale delle riviste è quattro volte più grande dell’industria musicale. Si tratta sicuramente di una grande opportunità per le case editrici e per i giornalisti, che possono diffondere i loro contenuti e far crescere il loro business in maniera molto rapida. E i consumatori non vogliono altro che accessibilità e velocità.

Immaginate di poter accedere all’universo delle riviste in un unico luogo, con un solo account… e voilà siete dentro! Allo stesso modo, è possibile sfogliare ed esplorare nuove tracce o ascoltare la vostra canzone preferita su Spotify. Alcuni musicisti dell’industria musicale erano scettici all’inizio, ma quando gli utenti hanno sperimentato quanto fosse facile e immediato, hanno capito che era meglio stare dentro, piuttosto che fuori.

Allo stesso modo, gli editori traggono vantaggio dall’offrire i loro contenuti da un unico punto di accesso, rendendo più immediata la lettura ai consumatori. Molti attori hanno capito il valore di questo.

E’ per questo che sono prima nati servizi come Amazon Kindle Newsstand e Zinio che permettono di abbonarsi a riviste digitali, e poi sono arrivati servizi come Readly o Apple News+, che permettono ai lettori di accedere a centinaia di riviste con un unico abbonamento.

Il valore per i lettori e per gli editori

L’obiettivo di tutti questi servizi è aumentare il fatturato degli editori adattando l’editoria alle modalità d’uso di oggi.

Apple l’ha promosso bene, ma il suo servizio ancora non è disponibile in Italia. Readly è invece già attivo in Italia.

I  dati di Readly mostrano che i consumatori scoprono e leggono più riviste nella app che nel mondo della stampa tradizionale, potendo trovare più riviste che forniscono contenuti coinvolgenti e giornalismo di qualità nell’ambito delle loro passioni. Riviste che potrebbero non considerare mai di acquistare in negozio vengono lette grazie alla loro presenza su Readly, dove gli utenti  leggono in media otto ore al mese, il doppio del tempo medio impiegato per leggere le edizioni cartacee.

A differenza di Apple News+, che raccoglie tutte le informazioni rilevanti e non le condivide con gli editori, Readly fornisce dati di uso attraverso la sua piattaforma tecnologica. Sappiamo tutti che i dati – opportunamente aggregati e trattati – sono la nuova valuta quando si creano relazioni a lungo termine con il cliente e si offrono esperienze su misura. Le case editrici possono così creare contenuti ancora più pertinenti, di alta qualità ed emozionanti per la persona giusta al momento giusto, aumentando il numero di lettori e rafforzando i brand delle proprie riviste.

Con la distribuzione digitale delle riviste, inoltre, i costi per la produzione di contenuti coinvolgenti, interessanti e di qualità sono destinati a diminuire, poiché queste verranno lette da più persone “in target” per quegli stessi contenuti.

Per gli editori, il mercato delle riviste digitali equivale a più lettori su più titoli e conoscenze approfondite sul proprio pubblico, che supportano la crescita del business. Per i lettori, accedere alle riviste digitali significa avere a disposizione più contenuti coinvolgenti e di valore.