Il clima tra i nuovi temi di corporate reporting

La Commissione Europea ha presentato in data 18 giugno 2019 la Comunicazione “Orientamenti sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario: Integrazione concernente la comunicazione di informazioni relative al clima”

imprese climaIl testo “Orientamenti sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario: integrazione concernente la comunicazione di informazioni relative al clima”, presentato a giugno scorso dalla Commissione Europea, sviluppa un’analisi che vuol far soffermare le imprese interessate dalla non financial information sui riflessi che il comportamento tenuto nei confronti dell’ambiente può avere sulla comunità e sulle imprese stesse.

Il clima tra rischi e opportunità di business

Gli orientamenti si occupano nello specifico del tema della “climate related information”, quale strumento di ausilio per contribuire allo sviluppo sostenibile delle imprese. Il documento sviluppa, oltre ai principi di comunicazione, anche un’analisi che vuol far soffermare le imprese interessate dalla non-financial information sui riflessi che il comportamento tenuto nei confronti dell’ambiente può avere sulla comunità e sulle imprese medesime. Più nel dettaglio, sono esaminati i rischi di produrre un impatto negativo sul clima nonché le opportunità di contribuire all’adattamento dei cambiamenti climatici. Contestualmente, sono considerati i rischi di transizione (legati alle politiche, giuridici, tecnologici, di mercato e reputazionali) e fisici sui risultati finanziari dell’impresa.
Gli orientamenti presentano interessanti considerazioni inerenti al concetto di “rilevanza” applicato al contesto ambientale e sociale.

Il ruolo di imprese ed enti finanziari nella transizione verso un’economia resiliente ai cambiamenti climatici.

Il conseguimento degli obiettivi UE in materia di clima ed energia a orizzonte 2030 richiede sin d’ora un incremento degli investimenti annui pari a 180 miliardi di EUR. Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 saranno necessarie ulteriori risorse. Molti di questi investimenti rappresentano opportunità significative per le imprese. E buona parte dei finanzia­ menti dovrà provenire da capitali privati. In secondo luogo, vi è la necessità che le imprese e gli enti finanziari com­ prendano e affrontino meglio i rischi di un impatto negativo della propria attività sul clima e, viceversa, i rischi che i cambiamenti climatici rappresentano per la loro attività. Nel 2017 le catastrofi legate alle condizioni meteorologiche hanno causato danni economici per la cifra record di 283 miliardi di EUR. Entro il 2100 potrebbero colpire fino a due terzi della popolazione europea, rispetto all’attuale 5 %. Una migliore comunicazione delle informazioni relative al clima da parte delle imprese può contribuire all’attuazione del quadro di riferimento di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030. Che chiede ai governi di valutare, registrare, condividere e rendicontare pubblicamente le perdite dovute alle calamità.