Il BIM negli appalti obbligatorio nel 2020

Il 2020 porta l’obbligo negli appalti pubblici a partire dai 50 milioni di euro
BIM appalti pubbliciLa progressiva introduzione del BIM negli appalti pubblici è sancita dal Decreto 560/17. Con l’entrata in vigore del decreto è scattato già dal 2019 l’obbligo per le stazioni appaltanti di prevedere l’utilizzo del Building Information Modeling per tutti i lavori di importo superiore a cento milioni. Con il 2020 la soglia che fa scattare l’obbligatorietà si abbassa a 50 milioni. Progressivamente poi, fino al 2025, l’obbligo verrà esteso agli appalti di scaglioni di importo inferiori fino a introdurre tale modalità in tutto il sistema dei lavori pubblici.

La trasformazione digitale di edilizia e costruzioni

Il mondo della progettazione nel settore delle costruzioni ha vissuto in questi ultimi trent’anni una rivoluzione digitale. Tutte le diverse competenze della filiera ne sono interessate: architettonica, ingegneristica, impiantistica, paesaggistica. Questo ha portato a numerosi cambiamenti di approccio e strumenti operativi. Dalla progettazione assistita, prima a due dimensioni poi tridimensionale, alla progettazione parametrica per oggetti, prima quantitativa poi qualitativa. Le innovazioni susseguitesi in questo arco di tempo hanno portato a un profondo cambio di visuale nel modo stesso di concepire l’opera edile e le sue diverse fasi di realizzazione e gestione. Culmine di questa evoluzione concettuale è il BIM.

Cos’è il BIM

BIM è l’acronimo di Building Information Modeling. E’ un modello “digitale” di sintesi di un’opera (edificio, infrastruttura, ecc.). Che è composto da tutti i dati provenienti dalle diverse discipline che concorrono alla sua realizzazione. Nel concreto, rappresenta un approccio del tutto nuovo alla realizzazione e gestione di un’opera. Un approccio in cui progetto architettonico, strutturale, impiantistico, caratteristiche e proprietà di materiali, componenti e sistemi, pianificazione delle fasi di realizzazione, tempistiche e costi di esecuzione, opere di manutenzione vengono considerati in maniera organica come parte di un unico processo. Che considera l’intero ciclo di vita del manufatto. Il BIM consente di prevenire e ridurre le possibilità di errore. E ottimizzare i processi di esecuzione, verifica e controllo degli appalti.

Le “tappe” dell’obbligatorietà negli appalti pubblici

Come sancito dal Decreto 560/17, i tempi di progressiva introduzione del BIM da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici devono seguire scadenze definite. Per gli appalti di importo pari o superiore a 100 milioni di euro, il BIM negli appalti pubblici è obbligatorio già dal 1° gennaio 2019. Per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di euro, l’obbligo è scattato dal 1° gennaio 2020. La prossima tappa, al 1° gennaio 2021, riguarderà i lavori da 15 milioni di euro. BIM obbligatorio dal 1° gennaio 2022 per le opere a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 35 del codice dei contratti pubblici (soglie comunitarie). Con importo pari o superiore a 1 milione di euro, dal 1° gennaio 2023. Per le opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro, dal 1° gennaio 2025.