Gli e-sport in Italia continuano a crescere

e-sportGli e-sport sono un fenomeno globale che in Italia, però, registra – stando a quanto riferiscono gli esperti – un ritardo di almeno 10 anni rispetto a realtà ormai consolidate come gli Stati Uniti o la Germania, per restare in Europa. Ma qualcosa sembra stia cambiando e gli e-sport stanno vivendo un periodo di crescita su vari fronti.

Cosa sono gli e-sport

Gli e-Sport, o sport elettronici, sono l’attività che riguarda il giocare ai videogiochi a livello competitivo, organizzato come un torneo, con scontri diretti tra singoli o squadre. I generi di videogiochi utilizzati appartengono a varie categorie. Solo alcuni videogiochi si prestano per questa attività e sono raggruppati per generi come RTS, picchiaduro, FPS, simulazione di guida, sportivi e molti altri. I tornei e i campionati vengono organizzati sin dagli anni ’80 e sono sia di natura amatoriale sia professionale. Questi ultimi hanno raggiunto all’estero un’importanza tale che sono visti come veri e propri eventi sportivi.

Dai campionati alle riviste anche in Italia

Anche in Italia l’avvio di questo settore si è visto negli anni ’80 ma, causa burocrazia, mancanza di sponsorizzazioni importanti, linee internet inadeguate e una cultura del gaming non adatta, gli e-Sport non hanno ancora raggiunto i livelli che troviamo all’estero. Nel 2014 qualcosa è cambiato: Giochi Elettronici Competitivi, settore sportivo di ASI, ente riconosciuto dal CONI, ha iniziato ad occuparsi di creare una regolamentazione nel settore. Sono anche nate addirittura delle scuole di formazione per i ruoli di arbitri, allenatori, analisti e commentatori di e-Sport. Sono sempre più importanti eventi e tornei e anche il nostro paese è chiamato a ospitare eventi internazionali major. Nel nostro paese è anche nata eSportsMag, la prima testata giornalistica italiana dedicata agli e-sport.

I team sempre più professionali

Il mondo degli e-sport continua a evolvere. Vera novità del 2019 è il cambio di marcia dei teamPer i cosiddetti “pro-player”, tutti giovanissimi. Per loro il videogioco non è più un semplice passatempo, ma un lavoro, un’attività remunerativa, con tanto di allenamenti, organizzazione, studio e disciplina. Ci sono tornei, campionati, club, squadre e team per quasi ogni gioco e quasi ogni disciplina, dai simulatori sportivi agli strategici.