Fondi europei: chi ne ha beneficiato di più?

Sono Grecia, Polonia e Portogallo i paesi che hanno tratto i maggiori benefici dalle ripartizioni di fondi europei nel bilancio 2008-2017.

L’analisi dei dati è stata effettuata dal Cep, Centrum für Europäische Politik, dell’Ong Stiftung Ordnungspolitik, un istituto indipendente per l’esame, l’analisi e la valutazione della politica dell’UE. Lo studio prende in esame la ridistribuzione tra i paesi dell’UE, nel periodo tra il 2008 e il 2017, avvenuta tramite il Bilancio dell’UE, gli Istituti di Assistenza Finanziaria e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI). In coda al testo le tabelle realizzate dal Cep con tutti i dati analizzati.

Il meccanismo degli “aiuti” europei

I prestiti sono stati erogati in base alle disposizioni dell’European Stability Mechanism (Meccanismo europeo di stabilità), il cosiddetto Fondo salva Stati, che nel 2012 ha sostituito l’Efsf (European Financial Stability Facility, Fondo europeo di stabilità finanziaria), che era stato istituito nel 2010. Gli aiuti vengono erogati ai Paesi sulla base di precise condizioni nel quadro di un programma di ridefinizione macroeconomica e di un’analisi di sostenibilità del debito pubblico effettuata dalla Commissione insieme al Fondo monetario internazionale e di concerto con la Banca centrale europea.

Come leggere i dati

Come specificano i redattori dello studio, il fatto che uno Stato membro dell’Unione europea contribuisca finanziariamente ai problemi di altri Stati non significa necessariamente che l’adesione all’UE o l’introduzione dell’euro siano uno svantaggio per lo Stato membro in questione. I meccanismi dell’assistenza finanziaria europea sono infatti una sicurezza per tutta l’area continentale, e mirano a preservare la stabilità finanziaria dell’UE e della zona euro. Le difficoltà finanziarie di uno Stato membro, come ricorda lo stesso sito del Parlamento europeo, possono avere un impatto considerevole sulla stabilità macrofinanziaria di tutti gli altri Stati.

Grecia: parlano le cifre

Ma veniamo dunque ai dati. Grecia e Polonia sono i paesi che hanno tratto il massimo vantaggio dalla ripartizione di fondi da parte dell’Unione Europea. Tra il 2008 e il 2017, gli aiuti al critico bilancio statale greco ammontano a 114,4 miliardi di euro, che equivale a 1.049 € per ogni cittadino greco all’anno. La Grecia ha quindi guadagnato il doppio, a livello pro capite, rispetto alla Lituania che, con € 459, ha ricevuto il secondo maggior contributo. I numeri della Grecia sono dovuti, da un lato, al fatto che il paese ha ricevuto, in assoluto, più fondi dall’UE rispetto a quelli da lei versati, oltre al fatto che ha beneficiato di un tasso di interesse molto favorevole sull’assistenza finanziaria ricevuta.

I casi di Polonia e Portogallo

Anche la Polonia, nello stesso periodo, ha ricevuto molto più denaro dal bilancio dell’UE di quanto ne ha versato. Nel complesso, tra il 2008 e il 2017, gli aiuti al bilancio polacco sono arrivati a 103,7 miliardi di euro, che corrisponde a € 273 pro capite all’anno, che pone il paese oggi guidato da Mateusz Morawiecki al nono posto nella classifica degli aiuti ricevuti pro capite. Il terzo maggior contributo pro capite annuale è andato al Portogallo con € 441. A differenza della Grecia, il sollievo al bilancio del Portogallo è arrivato principalmente dal bilancio dell’UE, mentre l’assistenza finanziaria ha avuto un peso molto minore.

Il peso sulle grandi economie d’Europa

Tra i grandi paesi della zona euro solo la Spagna ha guadagnato dalle ridistribuzioni. Stando ai dati riportati dal Cep la cifra ricevuta dal paese iberico ammonta a € 73 pro capite all’anno, giustificati dal fatto che la Spagna ha ricevuto dunque più soldi dal bilancio dell’UE di quanto ha versato, ma anche dovuti all’assistenza finanziaria che il paese di re Filippo VI ha ricevuto dal MES. Nei dieci anni presi in esame la Germania ha sopportato di gran lunga il carico maggiore, con un versamento complessivo di 137,7 miliardi di euro, che corrisponde a un “prelievo” annuale pro capite di € 169. Ma in questa speciale classifica la Germania si pone “solo” al terzo posto, dato che Svezia e Paesi Bassi hanno contribuito maggiormente, a livello pro capite, con versamenti rispettivamente di € 178 e € 173.

Francia, Italia e Regno Unito

Oltre alla Germania, gli altri due principali paesi della zona euro, Francia e Italia, si pongono rispettivamente al settimo e all’undicesimo posto considerando l’onere pro capite annuale versato, che è stato di € 121 per i francesi e di € 89 per gli abitanti dello Stivale. Con € 101 pro capite versati all’UE il Regno Unito, che è stato nel periodo il terzo più grande contribuente netto nel bilancio dell’Unione, si pone al decimo posto. Il Regno Unito ha versato ogni anno una media di 6,4 miliardi di euro in più di quanto non abbia ricevuto. Un divario che ora la cosiddetta Brexit impone all’Europa di colmare.

Tutti i dati in tabella