Fiere in Cina rimandate, le conseguenze del coronavirus

A risentire del coronavirus è anche l’economia italiana, come si evince dalla situazione legata alle fiere

fiere cina coronavirusNell’attesa che si risolva l’emergenza sanitaria legata al coronavirus , le imprese italiane si trovano a fare i conti – letteralmente – con il calendario delle manifestazioni fieristiche previste in Cina.  Alcuni enti fieristici hanno confermato il calendario fiere per i prossimi mesi. Mentre altre manifestazioni – soprattutto quelle più vicine nel tempo – probabilmente verranno spostate o cancellate. L’impatto del coronavirus sull’economia si manifesterà anche con perdite finanziarie per le aziende che avevano già previsto la partecipazione, versato acconti, pagato stand e biglietti aerei.

Milano Unica e le fiere della moda

Apre i battenti oggi Milano Unica, salone italiano dedicato al tessile d’eccellenza. Se già lo scorso settembre i buyer cinesi fecero registrare un -13,7 per cento, per questa edizione il crollo potrebbe essere verticale. Non solo: ci sono fiere tessili internazionali che rischiano di saltare completamente. Come InterTextile Shanghai, Milano Unica Shangai, in programma a marzo, e Tezworld Parigi, realizzata da produttori cinesi. Al problema delle fiere, causato dal blocco dei voli da e per la Cina, indetto dall’Italia e da diverse compagnie internazionali , si aggiunge la difficoltà di rifornimento da oltre la Grande Muraglia di materie prime tessili e anche di prodotti finiti.

Salta Chinaplas, appuntamento per l’industria della plastica

Gli organizzatori di Chinaplas 2020, la manifestazione di riferimento in Asia per l’industria della plastica e della gomma, stanno valutando di spostare l’evento. La fiera avrebbe dovuto essere dal 21 al 24 aprile a Shangai. Non sono ancora state comunicate le nuove date ufficiali. Nell’attesa, gli organizzatori consigliano di aspettare a comprare biglietti aerei.

Veronafiere-Vinitaly conferma il calendario delle fiere in Cina

Giovanni Mantovani, il direttore di Veronafiere, ha invece confermato ufficialmente l’organizzazione delle esposizioni legate al Vinitaly in programma in Cina. “Wine to Asia” rimane confermata a Shenzen, città scelta per promuovere il Vigneto Italia nei mercati asiatici. La decisione di confermare l’appuntamento fieristico nasce dal fatto che la prima edizione dell’evento è in programma a novembre 2020. Dunque “abbiamo tutto il tempo per valutare che cosa succederà alla luce dell’allarme sanitario in corso, ma rimanere in Cina per le nostre imprese è fondamentale”.

Le imprese cinesi annullano la partecipazione

Anche gli organizzatori di enti fieristici stanno cercando di correre ai ripari e di contenere le perdite. Significativo è l’esempio di Fruit Logistica, il Salone internazionale dell’ortofrutta, ormai imminente all’apertura a Berlino dal 5 al 7 febbraio. Il 30% delle aziende cinesi ha annullato la partecipazione. Gli organizzatori hanno annunciato l’aumento della frequenza con cui le strutture verranno disinfettate. Disinfettanti per le mani saranno forniti in tutti gli ingressi della mostra oltre che nei servizi igienici. Un numero di squadre mediche a risposta rapida e altri professionisti saranno in loco per far fronte a qualsiasi situazione.

Le conseguenze per le imprese italiane

Partecipare a una fiera è un impegno importante per un’azienda. Prenotazione dello spazio, allestimento dello stand, pagamento di acconti, prenotazioni di voli e hotel per dipendenti e collaboratori, spedizione di macchine e merci… Ci sono fiere che si programmano con mesi – se non addirittura anni – di anticipo. Bisognerà quindi vedere l’impatto economico in caso di annullamento dell’evento e come verranno gestiti gli acconti già versati.