E’ scontro Francia-USA sulla Web Tax

Il ministro delle finanze francese prova a far pressioni sul Governo statunitense per far approvare anche da Washington la Web Tax già ratificata dall’Ocse.

Verso il World economic forum

La Francia prova a convincere gli USA sulla Web Tax. In vista della cinquantesima edizione del World economic forum (Wef) di Davos, prevista per martedì prossimo, il ministro delle finanze francese intendere ottenere da parte di Washington l’accettazione della web tax ideata dal Governo francese nel luglio 2019, e già discussa e accettata dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Una tassa che l’amministrazione Trump ha sinora osteggiato, ritenendola punitiva nei confronti delle grandi aziende USA dell’hightech.

Una tassa sul fatturati dei colossi

Eppure la proposta, già accettata da 130 paesi membri dell’Ocse, appare come una richiesta equa da parte dei singoli stati, che potrebbero comunque tassare solo il fatturato prodotto da ogni azienda all’interno del proprio territorio, anche se la sede legale di questi colossi (chiaro che si parla di Google, Facebook, Amazon e Apple, in primis) è in realtà altrove.

Dialogo tra ministeri

La proposta non ha alcuna intenzione di essere punitiva, ma intende solo chiedere alla grandi aziende tecnologiche di compartecipare alla spesa pubblica del paese in cui sono operative. In particolare alle grandi aziende si applicherebbe un’aliquota del 3% sui ricavi superiori ai 750 milioni di euro. Trump ha finora risposto negativamente, arrivando a minacciare l’applicazione di pesanti dazi sui prodotti francesi esportati negli USA. Questo il motivo per cui il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, incontrerà il segretario americano al Tesoro Steven Mnuchin chiedendo a Washington di tornare sui suoi passi.

Il rischio di una frantumazione fiscale

Al di là dei dazi applicati ai prodotti francesi, il rischio di una risposta negativa da parte dell’amministrazione Trump, potrebbe portare alla nascita di una miriade di tassazioni differenti in ogni paese, una situazione di caos che anche gli USA avrebbero interesse a bloccare, almeno sulla carta. L’amministrazione francese in occasione dell’incontro svizzero propenderà per chiarire ulteriormente la sua posizione agli americani, anche provando a individuare un compromesso. Dovesse finire male ogni paese potrebbe decidere di introdurre una sua digital tax, con una situazione globale che diventerebbe veramente complicata da gestire.