Design thinking, in Italia crescono gli investimenti

Nelle nostre imprese si diffonde sempre più il Design Thinking, approccio alternativo all’innovazione che integra capacità analitiche con attitudini creative

design thinkingIn Italia continuano ad aumentare gli “innovatori” che hanno adottato il Design Thinking per trasformare la gestione aziendale. Sono in particolare membri del board direttivo, esperti It, addetti Marketing e vendite e Designer. A marzo 2019 ne sono stati contati 282 appartenenti a 215 imprese di diversi settori, soprattutto finanza e assicurazioni, energia, informazione e comunicazione, Pa. Il 56% di questi è costituito da utenti esperti che adottano la metodologia da più di un anno, la cui impresa investe in media 1,8 milioni di euro in innovazione. Utilizzano il Design Thinking principalmente per progettare nuove esperienze per gli utenti, prevedere trend tecnologici e sviluppare piattaforme o ecosistemi di innovazione. Chi lo adotta da meno di un anno (con un investimento medio di 740 milioni di euro), lo impiega soprattutto per sviluppare nuovi prodotti o servizi, progettare esperienze utenti, promuovere nuovi valori, attitudini, comportamenti. A dirlo è la ricerca dell’Osservatorio Design Thinking della School of Management del Politecnico di Milano.

I numeri del Design Thinking in Italia e in Europa

Nella consulenza si contano 291 progetti in Europa basati sul Design Thinking. Sono sviluppati da società di consulenza strategica, agenzie digitali, studi di design e di sviluppo tecnologico. 128 di questi sono stati avviati in Italia, dove è coinvolto mediamente il 48% dei dipendenti di ogni unità aziendale. Questa metodologia ha generato il 40% dei ricavi, soprattutto nei settori finanza, assicurazioni e manifattura. In Italia l’approccio che produce più ricavi nella consulenza basata su Design Thinking è il Creative Problem Solving (32%), seguito dal Creative Confidence (25%), dalla Sprint Execution (24%) e dall’Innovation of Meaning (15%).

Progetti e applicazioni

Nel nostro Paese i progetti durano in media otto mesi. Coinvolgono mediamente oltre 20 attori, di cui sei del consulente e 15 dell’azienda con esigenze di innovazione. L’area che finanzia maggiormente i progetti è il board (33%), seguita da Marketing (11%) e Business development (10%). Quelle che guidano i progetti sono Board (19%), Marketing (16%) e Ict (13%), mentre le funzioni aziendali con il maggior numero di dipendenti che lavorano ai progetti sono marketing (63%), Ict (59%) e Board (58%). La domanda di modelli alternativi di innovazione attira nuovi attori sul mercato. Sono 145 le startup a livello internazionale che offrono soluzioni a supporto dei processi di Design Thinking, per un totale di 1.033 milioni di dollari di finanziamenti raccolti, pari in media a 7,1 milioni a startup. Ma nessuna delle nuove imprese è italiana.