Decreto Sisma, le novità dal 2020

Dal 2020 sono attese alcune novità che hanno l’obiettivo di accelerare la ricostruzione, anche privata, post sisma

decreto sisma sismabonus 2020Il decreto Sisma è stato approvato in prima lettura dalla Camera e ora dovrà essere licenziato dal Senato. Ecco quali sono le novità più significative .

La proroga dello stato di emergenza

Il decreto Sisma proroga fino al 31 dicembre 2020 lo stato di emergenza nelle quattro regioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016 (Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria). Viene poi differito senza applicazione di sanzioni e interessi, il pagamento delle rate dei mutui concessi da Cassa Depositi e Prestiti ai comuni, in scadenza negli esercizi 2018, 2019, 2020 e 2021.

Confermata la sospensione dei pagamenti di bollette e mutui

La sospensione del pagamento delle bollette di acqua, luce, gas per gli immobili danneggiati e inagibilità è confermata e prorogata fino al 1 gennaio 2021. Riguarda immobili a uso di abitazione, studio professionale o azienda. Anche la sospensione dei mutui privati su immobili inagibili nei comuni dell’Emilia Romagna e del Veneto colpiti dal terremoto del 2012 è stata prorogata fino al 31 dicembre del 2020. Così come la sospensione delle rate dei mutui concessi da Cassa Depositi e Prestiti ai comuni dell’Emilia Romagna.

Le agevolazioni per la ricostruzione

La platea dei comuni che possono accedere al fondo di 5 milioni per la messa in sicurezza di strade e infrastrutture è stata estesa. Priorità per la ricostruzione agli edifici scolastici e universitari. Sempre per accelerare la ricostruzione, anche privata, viene introdotta un procedura straordinaria e semplificata per la richiesta di contributo. I contributi saranno concessi sulla base di un ordine di priorità. A cominciare dalle unità immobiliari destinate ad abitazione principale e attività produttive in esercizio al momento del sisma. Rientrano tra le risorse previste dal decreto anche 100 milioni di euro risparmiati da Montecitorio e destinati dal bilancio della Camera ai comuni del Centro Italia sotto i 5 mila abitanti.