Cybersecurity, attenzione alla “finta” raccomandata digitale dell’Agenzia delle Entrate

L’ennesimo tentativo di phishing via web
mail phishing finta raccomandata digitaleUn nuovo tentativo di frode cybernetica sta spopolando in questi giorni sul web. Si tratta di una mail di phishing fa riferimento a una presunta raccomandata digitale. Riporta come oggetto: “Agenzia delle entrate-Riscossione”. Ma è solo un tentativo volto al furto di dati personali o credenziali bancarie. La stessa Agenzia delle Entrate ha messo in guardia gli utenti denunciando la frode. Non è la prima volta che l’Agenzia delle Entrate si trova coinvolta nelle mail di phishing. Recentemente era già successo con le “finte” PEC che si riferivano alla fattura elettronica.

Come riconoscere la mail fraudolenta

Le email di phishing che stanno circolando in questi giorni invitano i contribuenti a controllare l’arrivo di una “raccomandata digitale”. Il messaggio di posta elettronica riporta come oggetto: “Agenzia delle entrate-Riscossione”. Il messaggio invita poi a cliccare su un link per accedere a tale documento oppure a inserire propri codici personali per farlo. Cliccando su “Accedi documento” si visualizza il logo istituzionale dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, il che rende la truffa credibile.

L’Agenzia delle Entrate denuncia la truffa

La stessa Agenzia delle Entrate ha dato l’allarme. L’ente si conferma estraneo all’invio delle missive elettroniche e invita ad eliminarle immediatamente dal computer senza cliccare. Si tratta di un tentativo di phishing finalizzato al furto di dati personali e delle credenziali bancarie. Soprattutto, non fornire i propri documenti e dati personali nella pagina web indicata nella email.

Il phishing è ancora una delle strategie più usate dal cyber crime

Nonostante ormai tutti dovremmo saper riconoscere una mail di phishing, questa tecnica continua a essere un “cavallo di battaglia” per i cyber criminali. Il Phishing è ancora una delle strategie più utilizzate per ottenere i dati sensibili degli utenti. Dalle carte di credito alle password di accesso ai servizi di home banking, le possibilità e soprattutto i bersagli sono svariati. Rispetto ai “picchi” di danni che si registravano verso la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila, oggi meno attacchi cibernetici di questo tipo hanno successo, ma cresce il valore dei dati rubati. Le campagne diventano quindi sempre più sofisticate.