Usare efficacemente le immagini in un momento “visivamente” saturo

In un mondo dominato dalle immagini la pubblicità può ancora sfruttarle per attirare l’attenzione del consumatore.

Vediamo i consigli di Nijia Marketing.

In un mondo saturo dell’uso di immagini e pubblicità queste rischiano di perdere la loro efficacia agli occhi del consumatore, che, assuefatto, non ne viene più attratto. Più o quasi, bisognerebbe dire.

Perché, nonostante l’image overload che caratterizza questo momento storico, esistono ancora alcune accortezze e strategie per attirare l’attenzione del consumatore.

A partire dal fornire gli “stimoli giusti” nel momento giusto, in maniera tale che tali messaggi riescano effettivamente a penetrare nei micro-momenti della nostra vita.

Un approccio che i marketer conoscono bene e che è persino divenuto più semplice grazie alla raccolta e all’analisi dei dati con il digitale. E che ci ricorda che anche nella pubblicità offline esiste ancora la possibilità di catturare l’attenzione delle persone in specifici momenti e veicolare efficacemente un brand o un messaggio particolarmente impressi.

In tal senso i momenti migliori sono quelli “di vuoto”, in cui ci assentiamo da tutti i nostri pensieri perché siamo concentrati sull’azione specifica che stiamo compiendo.

Esempio di successo di una simile strategia è il ricorso al Fillboard, un dispositivo dotato di uno spazio pubblicitario applicato sugli erogatori di carburante. Un mezzo efficace, che porta la pubblicità (letteralmente) tra le mani del consumatore.

Una formula che si presta sia alle PMI che alle multinazionali, con il vantaggio che le stazioni di servizio sono noleggiate in esclusiva dal brand. Soprattutto. L’impiego del Fillboard presenta un importante vantaggio: l’occupare uno “spazio di attesa”, nel quale il consumatore è privo di distrazioni, e ove può concentrarsi su un messaggio univoco, espresso in maniera semplice e chiara.

In sostanza, quinsi, per rendersi visibili in un mondo dominato dalle immagini occorre innanzitutto selezionare media e modalità “giusti”.

A questo punto, bisogna evitare di confondersi con il “rumore di fondo” ma comunicare a un target ben preciso e con contenuti pertinenti e rilevanti.

In secondo luogo occorre personalizzare il messaggio veicolato in base al destinatario e alle varie fasi del customer journey in modo più efficace.

Terzo, e non per importanza: preferire la qualità alla quantità. Il cui presupposto vincente è la creatività, in grado di catturare più facilmente l’attenzione del consumatore e far ricordare il messaggio del brand.

L.S.