Il riconoscimento facciale inizia a preoccuparci

Una passeggera di JetBlue, compagnia aerea amerciana, si è imbarcata senza dover mostrare passaporto o biglietto.

E si è chiesta come mai ci sia riuscita.

Per chiedere maggiori informazioni alla compagnia aerea si è rivolta a Twitter, e il suo scambio di messaggi è diventato virale.


Per farla breve, JetBlue ha potuto effettuare il check in della passeggera accedendo ai dati della scansione facciale in possesso del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) che, non dimentichiamolo, ha ancora tutti i poteri di emergenza che gli sono stati dati dopo l’11 settembre 2001.

Secondo la Electronic Frontier Foundation “È senza precedenti che il governo raccolga e condivida questo tipo di dati, con questo livello di dettaglio, con molte agenzie e partner privati. Abbiamo bisogno di un’adeguata supervisione e regolamentazione per garantire che la nostra privacy sia protetta”.

La condivisione dei dati biometrici degli americani con aziende private è accaduta fino ad ora dietro le quinte ma probabilmente diventerà più comune. Delta Airlines ha aperto il primo terminal con riconoscimento facciale lo scorso anno ad Atlanta. Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, in un rapporto della scorsa settimana, ha dichiarato che vuole implementare la tecnologia di riconoscimento facciale da utilizzare sul 97% dei passeggeri in partenza dall’aeroporto entro il 2023.