Il lancio del Mate 30 mostra che Huawei è nei guai

Huawei ha lanciato il suo nuovo cellulare top di gamma, il Mate 30, che usa Android, ma non avrà nessuna app di Google.

L’annuncio della serie Mate 30 conferma il momento difficile di Huawei, il produttore cinese che – senza prove di aver compiuto azioni di spionaggio, ricordiamo – è stato inserito nella ‘entity list’ del Governo USA, un elenco di società con cui le aziende americane non possono fare affari.

Google aveva subito dichiarato che questo avrebbe impedito a Huawei di preinstallare le sue app, e si dubitava addirittura che Huawei riuscisse ad installare Android sui suoi device.

Un mese fa il colosso americano aveva precisato che i nuovi telefoni Huawei non sarebbero stati forniti con le app e i servizi di Google, né tantomeno con il Play Store preinstallato. Che è il modo con cui gli utenti Android scaricano tutte le loro altre pp sul cellulare.

Huawei è corsa ai ripari, installando il proprio store, il Huawei Mobile Services Core, sui device.

La società cinese ha annunciato che il Huawei Mobile Services (HMS) Core è già integrato con oltre 45.000 app, e che sta investendo 1 miliardo di dollari per far crescere il suo ecosistema software – un investimento suddiviso in un fondo di sviluppo, un fondo di crescita degli utenti e un fondo per il marketing.

Ma senza Google Play fuori dalla Cina il Mate 30, che altrimenti sarebbe stato un buon cellulare di fascia alta, avrà una bassissima attrattiva.