Dopo 70 anni il vaccino antinfluenzale si rinnova

Vaccino, tema sempre caldo in Italia.

Mentre la disinformazione continua a dilagare (anche se gli ultimi dati arrivati alla commissione europea sulla Salute parlano di un miglioramento della copertura nel nostro Paese) la scienza continua a fare passi avanti; così da quest’anno è disponibile anche in Italia il primo vaccino antinfluenzale quadrivalente (quest’anno sono 4 i ceppi virali con i quali dovremo fare i conti) realizzato con tecniche di coltura cellulare.

Si tratta di una nuova modalità di preparazione che garantisce una risposta immunitaria più efficace, peraltro accelerando processo di produzione del vaccino stesso o di accelerare i tempi di preparazione.
Studi condotti negli Stati Uniti hanno evidenziato come la preparazione “classica” dei vaccini, utilizzata negli ultimi settant’anni e basata sull’utilizzo di uova di gallina, sia non solo più costosa (occorre una grande quantità di uova) ma anche più efficace, in quanto la coltivazione cellulare riduce il rischio di cambiamenti genetici dei virus, rendendo pertanto meno precisa la risposta immunitaria. Se prima in vari casi, nonostante il vaccino, capitava di ammalarsi lo stesso, adesso questa eventualità sarà molto meno probabile.

Il “nuovo” vaccino è stato messo a punto da Seqirus, azienda del gruppo australiano Csl Limited, che ha definito la nuova tecnologia utilizzata “uno dei cambiamenti più significativi introdotti nella produzione dei vaccini antinfluenzali dagli anni ’40 del secolo scorso a oggi”.
Proprio in questi giorni inizierà la messa in onda di uno spot televisivo di 30 secondi, commissionato dal Ministero della Salute, per ricordare l’importanza del vaccino, dell’igiene respiratoria, del lavaggio frequente delle mani e ricordare che contro l’influenza gli antibiotici non servono a nulla (il loro abuso, infatti, costituisce un altro grosso problema).

Lo scorso anno, secondo i dati del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ci sono stati oltre 8 milioni di casi di sindrome influenzale, 800 dei quali classificati gravi con esito infausto per 200 persone (oltre l’80% dei casi gravi non era vaccinato).