La Brexit è vicina, il Continente è isolato

Dopo la schiacciante vittoria dei Conservatori alle elezioni che quasi non volevano, Boris Johnson potrà guidare il Regno Unito alla Brexit a gennaio 2020.

Le basi dell’accordo sono quelle da lui già definite con la Commissione Europea, e poi mai ratificate dal Parlamento, come già era accaduto ai tempi di May.

Ora, con una maggioranza assoluta in Parlamento, il Primo Ministro Conservatore non dovrebbe trovare ostacoli.

Ma che il Regno resti Unito non è poi scontato.

Dopo il balletto della politica britannica su Brexit dal 2016 a oggi, il Partito Nazionalista Scozzese alle ultime elezioni ha ottenuto 48 dei 59 seggi che spettano alla Scozia al Parlamento nazionale, superando il 55% delle preferenze e ottenendo così un chiaro mandato per richiedere un secondo referendum sull’indipendenza.

L’indipendenza scozzese ben lungi dall’essere una rivincita della UE resta uno dei grandi sogni della Russia di Putin, perché distruggerebbe la capacità di difesa nell’Atlantico del Nord della NATO.

Insomma, la Brexit e i suoi strascichi geopolitici non usciranno dalla politica comunitaria per ancora molti mesi.

Nel frattempo noi sappiamo cosa accadrà al mercato del lavoro, cosa capiterà a Jersey, cosa comprare per affrontarla con serenità.