Il giorno della Brexit è l’inizio della fase di transizione

Dopo anni di tira e molla finalmente siamo al giorno fatidico. Ma ancora non tutto è deciso.

Comincia infatti ora la fase di transizione, durante la quale il Regno Unito manterrà le norme europee, pur preparandosi alle sue nuove regole.

Per esempio, i cittadini UE avranno fino al 30 giugno del 2021 per registrarsi all’EU Settlement Scheme che consentirà loro di restare nel paese a lavorare. Per ottenere il settled status permanente bisogna avere vissuto continuativamente in UK per almeno 5 anni e avere un passaporto valido. Chi è residente da meno di 5 anni può richiedere il pre-settled status.

Si cercheranno inoltre soluzioni alle complicate gestioni delle frontiere tra Irlanda del Nord ed Eire e tra Gibilterra e Spagna, dove fino ad ora i negoziatori non hanno trovato margini di manovra.

Più semplice invece la gestione doganale con l’Italia. Come ricorda l’Agenzia delle Dogane fino alla fine del 2020 nulla cambia per aziende e cittadini: la normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci manterranno la propria vigenza nel Regno Unito.

Solo dopo il 31 dicembre 2020, salvo diverso nuovo accordo, il Regno Unito non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell’Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo.

Quindi possiamo aggiornare entro dicembre la nostra lista della spesa post-Brexit (o continuare a visitare le isole del Canale).

Ah, con un bel colpo propagandistico il Parlamento Europeo ha dato l’addio ai rappresentanti del Regno Unito strizzando l’occhio alla Scozia indipendente e riuscendo pure a risultare simpatico (una volta tanto)