Recupero crediti: come sollecitare i pagamenti

L’incasso è la conclusione del processo di vendita.

Purtroppo le aziende si ritrovano sempre più spesso a dover sollecitare i pagamenti da parte dei clienti, operazione antipatica e complicata ma necessaria. Il recupero crediti prevede alcune procedure standard che l’azienda deve mettere in atto nei confronti di coloro che, in seguito alla compravendita di beni o servizi, si trovino nella situazione di avere pagamenti insoluti.

Quando un’azienda o un libero professionista emette fattura, il pagamento deve avvenire entro 30 giorni in caso di acquisto di beni o servizi, ed entro 60 giorni in caso di compravendita di prodotti deteriorabili (tra aziende e professionisti possono essere concordate tempistiche differenti, purché espressamente definite nel testo della fattura).

La Banca Centrale Europea ha definito il tasso di interessi di mora da applicare in caso di ritardo del pagamento, inoltre l’azienda può rivalersi sul cliente anche per le spese affrontate per il recupero crediti (stabilite forfettariamente a 40 euro).

Il sollecito di pagamento deve essere inviato al debitore attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, fax, o posta elettronica certificata (PEC).

In internet è possibile reperire modelli per la lettera di sollecito, ma ricordiamo che questa deve contenere numero e data della fattura insoluta e importo da saldare (per le cifre superiori a 177,47 euro sarà necessario appore alla lettera una marca da bollo da 2 euro).

Il primo sollecito può essere effettuato utilizzando toni cordiali, ma il secondo dovrebbe essere scritto con una formula più decisa e con l’avvertimento che si ricorrerà alle vie legali in caso di ulteriore ritardo nel pagamento. Qualora anche questo secondo sollecito venga ignorato, non vi sarà altra soluzione che rivolgersi a un avvocato o a una società di recupero crediti.