Il mercato delle auto usate diventa strumento per aiutare l’ambiente

La compravendita di auto usate contribuisce in maniera consistente a ridurre l’inquinamento. Meno  4,5 milioni di tonnellate di Co2 solo nel 2017.

Nel 2017 sono state prodotte 4,5 milioni di tonnellate di Co2 in meno grazie al mercato delle auto usate. I dati provengono dalla ricerca annuale promossa dal sito di annunci Subito.it, ad opera di Schibsted, in collaborazione con l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (Ivl). In pratica ogni volta che si vendono o si comprano auto usate si da una mano all’ambiente, risparmiando un volume consistente di emissioni inquinanti. Per ogni prodotto nuovo va infatti messa in conto l’energia spesa per realizzarlo, per trasportarlo, e in caso di manufatti obsoleti, per smantellarlo e smaltirlo. Tutti questi procedimenti hanno un costo in termini di risorse e di sostanze nocive messe in circolo nell’atmosfera.

Puntando invece sulle auto usate si eliminano questi passaggi, con un taglio considerevole nell’immissione di altra anidrite carbonica nell’ecosistema. Il settore delle vetture di seconda mano si è necessariamente sviluppato alle spalle della crisi economica, tuttavia le inaspettate ripercussioni positive sono ben accolte, e la tendenza continua anche fuori dalla congiuntura. La compravendita di auto usate ha determinato anche una riduzione della plastica, nell’ordine di circa 245mila tonnellate, sempre in riferimento all’annata 2017.

Dal punto di vista geografico la stratificazione di questo tipo di mercato vede per una volta la Campania in testa alle regioni più virtuose, seguita da Lazio e Lombardia. Per ogni territorio di riferimento sono proprio le principali città metropolitane a dare il buon esempio, nello specifico Napoli, Roma e Milano. Le auto usate potrebbero rivelarsi a lungo termine una delle strategie vincenti per ragionare in un’ottica di ecosostenibilità, nell’attesa che si diffondano a pieno regime le automobili elettriche o con carburanti meno aggressivi come il metano. Il portale Subito.it è servito da database di controllo per tutte le transazioni di scambio effettuate, mentre i team di ricercatori hanno effettuato poi l’incrocio delle informazioni calcolandone l’effetto e l’impatto ambientale.