I prodotti finti italiani sulle tavole di tutto il mondo

Il falso Made in Italy vale più di quello originale.

Un giro d’affari di oltre 60 miliardi di euro, tanto vale l’Italian Souding in tutto il mondo.

La cifra è ragguardevole, ma si trasforma in un dato allarmante se si pensa che nel 2017 il mercato originale aveva toccato “soltanto” i 40 miliardi di euro.

Il fenomeno dell’Italian Sounding, conosciuto anche come agropirateria, sfrutta immagini, marchi e denominazioni che evocano i prodotti autentici.

Tra gli innumerevoli esempi vi sono gli “Spagheroni” olandesi, il “Caccio Cavallo” brasiliano, la “Zottarella” della Germania, il “Salama Napoli” croato e la “quasi” comica “Mortadela siciliana” del Canada.

All’estero, sui banconi dei mercati e sugli scaffali di negozi e supermercati, praticamente 6 prodotti su 10 sono contraffatti.

Coldiretti è attenta all’argomento, spesso unito a quello delle ecomafie che contribuiscono a falsificare prodotti nostrani sfruttando produttori esteri.

Nel mondo i paesi più propensi alla falsificazione sono gli Stati Uniti, seguiti da Argentina e Brasile: Australia, Russia, Corea, Canada e Thailandia chiudono la classifica.

Come abbiamo visto non mancano tuttavia i casi anche in Europa, soprattutto in Germania, Spagna, Ungheria e Romania.

Sotto il profilo merceologico l’Italian Sounding colpisce principalmente i formaggi (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Provolone, Mozzarella) e i salumi (Mortadella e prosciutto San Daniele).

In minor misura, ma non immuni dal problema, sono anche gli articoli viticoli, olio extravergine di oliva, pasta e conserve.

Emblematico è il Barbera prodotto in Romania, che invece di vino rosso è però bianco frizzante.

L’Italian Sounding rappresenta un’emergenza sia commerciale che occupazionale.

Toglie spazio alle esportazioni, fa perdere posti di lavoro, oltre a pesare sulla reputazione dell’enogastronomia tricolore.

Se infatti da una parte l’Italian Sounding allontana molti consumatori per il timore di frodi, dall’altra diffonde una realtà ben diversa dalla qualità nostrana, da sempre apprezzata a livello internazionale, facendo passare per italiani prodotti di infima qualità.