Formazione aziendale, taglio degli incentivi nella Legge di Bilancio 2019

Competitività e innovazione sono fattori determinanti nel business, ma la prossima finanziaria ridurrà le agevolazioni per la formazione aziendale.

Nella Legge di Bilancio 2019 sono stati ridotti sensibilmente gli incentivi per la formazione aziendale, un provvedimento ritenuto necessario dal Governo ma che fa discutere il mondo delle imprese. Ulteriori modifiche rispetto alla finanziaria 2018 ci saranno anche i materia di apprendistato e di alternanza scuola lavoro, ora ribattezzata “percorsi per le competenze trasversali”. Il punto dei manager, dei datori di lavoro e in generale dei titolari di attività è diametralmente opposto a quello politico. La formazione aziendale nell’era della tecnologia, del digitale e della comunicazione è un valore indispensabile per diventare e restare competitivi. Pensare di tagliare drasticamente le risorse destinate ai percorsi professionali, all’aggiornamento e all’addestramento tecnico delle maestranze appare poco lungimirante e anzi controproducente.

Fino ad oggi gli investimenti nella formazione aziendale hanno permesso ai lavoratori di fare carriera, di riconvertirsi professionalmente e di restare al passo con i tempi in un mondo in costante evoluzione. La formazione aziendale ha consentito anche un passaggio graduale dalle attività manuali a quelle di concetto garantendo la minor perdita possibile di posti di lavoro. Gli stessi operai che prima svolgevano altro genere di mansioni hanno beneficiato dei moduli per acquisire nuove skills da utilizzare nella stessa azienda o altrove.

Oltre ai bonus per la formazione aziendale il calo degli stanziamenti per l’ottenimento di qualifiche e diplomi di specializzazione tecnica è passato da 125 milioni di euro a 50 milioni per l’anno prossimo. Altri duri colpi li riceveranno poi le agevolazioni fiscali e contributive, con la perdita di accesso ad aliquote più basse. Tra i “pochi” vantaggi individuati nella manovra 2019 vi saranno i benefici per i giovani con laurea magistrale ottenuta dal primo gennaio 2018 al 30 giugno 2019, non fuori corso e con votazione di 110 e lode. I datori di lavoro che assumeranno questi soggetti saranno esonerati dal versamento dei contributi previdenziali per un massimo di 12mesi ed entro un limite di 8mila euro.