L’evasione dell’IVA è costata all’Italia 213 miliardi

Nell’arco di 8 anni abbiamo perso il gettito di tre finanziarie, o di un mezzo anno fiscale.

E non è un problema solo dell’Italia. L’evasione dell’IVA è uno dei problemi maggiori di tutti i paesi UE.

Proprio per questo la Commissione Europea sta dedicando un focus particolare sul VAT gap, il così detto divario IVA, che evidenzia la necessità sempre più urgente di una profonda riforma del sistema dell’imposta sul valore aggiunto, così da renderlo meno vulnerabile alle frodi e consentire alle autorità fiscali dei paesi europei di recuperare somme da capogiro.

In particolare grazie all’elusione permessa dal VAT gap a livello continentale nel 2017 i paesi dell’UE hanno perso 137 miliardi di euro.

Il cosiddetto ‘divario dell’IVA’ – vale a dire la differenza tra il gettito IVA atteso e l’importo effettivamente riscosso – si è leggermente ridotto rispetto agli anni precedenti, pur rimanendo ancora molto elevato. Questo evidenzia ancora una volta la necessità di una riforma globale delle norme UE in materia di IVA, come proposto nel 2017 dalla Commissione, e di una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per contrastare le frodi dell’IVA e rendere funzionali le norme per quelle imprese e quegli operatori commerciali che operano nella legalità. Il divario dell’IVA è un indicatore dell’efficacia delle misure di applicazione e controllo dell’IVA in ciascuno Stato membro, in quanto fornisce una stima della perdita di gettito dovuta alla frode e all’evasione, all’elusione fiscale, ai fallimenti, alle insolvenze finanziarie e agli errori di calcolo.

I divari maggiori sono quelli riscontrati in Romania (36%), Grecia (34%) e Lituania (25%). Mentre i più contenuti, intorno all’1% delle entrate da IVA, sono quelli di Svezia, Lussemburgo e Cipro. In termini assoluti, il divario più alto si è avuto in Italia con circa 33,5 miliardi di Euro.

I risultati ottenuti dai singoli Stati membri variano ancora in modo significativo. Il divario dell’IVA è diminuito in 25 Stati membri mentre è aumentato in tre. Malta (-7 punti percentuali), Polonia (- 6) e Cipro (-4) hanno registrato buoni risultati, con una notevole diminuzione delle loro perdite di IVA. Anche altri 7 Stati membri, ossia Slovenia, Italia, Lussemburgo, Slovacchia, Portogallo, Repubblica ceca e Francia, hanno ottenuto risultati soddisfacenti, riducendo il loro divario dell’IVA di oltre 2 punti percentuali.

Per questo motivo l’Europa spinge sull’evoluzione dell’IVA, di cui avevamo parlato.