Il taglio del cuneo fiscale ci porterà uno stipendio in più a luglio?

Sembra davvero una bella prospettiva, e si sprecano i titoli che promettono 1.500 euro, lordi o persino netti, a tutti indiscriminatamente. Capiamo meglio.

Il taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori è una misura voluta sia dal PD che dal M5S, ed è stata concordata tra i due partiti come uno degli elementi fondanti del governo Conte bis.

La manovra avrebbe un costo di 5 miliardi all’anno per il triennio 2020-2022, per un totale di 15 miliardi, e ad essa verrebbe affiancata la conferma (o persino l’estensione) del ‘bonus Renzi’ da 80 euro.

Come anticipa il Corriere e rilanciano altri quotidiani, la misura prevista dal governo prevederebbe una riduzione dell’IRPEF del 5% per coloro che guadagnano fino a 26.000 euro, con un progressivo azzeramento dei benefici per coloro che arrivano a 35.000 euro lordi l’anno.

Il taglio rappresenterebbe un risparmio massimo di 1.500 euro lordi (quindi da assoggettare a tassazione), ma per il lavoratore medio italiano (che secondo dati OCSE guadagna 45.300 dollari, poco più di 40.000 euro) il risparmio sarebbe nullo.

Mediaticamente è azzeccata la scelta di distribuire il bonus in un’unica soluzione in un singolo mese, dando maggior rilevanza al risparmio piuttosto che spalmarlo su tutte le mensilità come si fece proprio col ‘bonus Renzi’. Ma sbagliando s’impara.