I buoni pasto elettronici convengono di più?

La Legge di Bilancio 2020 ha modificato le detrazioni fiscali applicabili ai buoni pasto

Ne abbiamo già parlato sia in fase di revisione della finanziaria che dopo la sua approvazione.

La novità premia i buoni elettronici rispetto a quelli cartacei, e ha un impatto immediato sui dipendenti, sulle aziende e sui datori di lavoro: ma riusciamo a quantificare questo impatto in modo da poter quantificare l’eventuale risparmio?

Prendendo ad esempio un’impresa con dieci dipendenti che decide di mantenere i ticket cartacei da 5,29 €, parliamo di una maggiore spesa su base annua di circa 910 €. Circa 690 € a carico dell’azienda, gli altri a carico dei dipendenti come maggiori contributi.

“Le aziende che non si convertiranno all’utilizzo dei buoni pasto elettronici o manterranno il valore del buono pasto cartaceo superiore a 4 euro” racconta Simona Causio, partner e consulente del lavoro di Rödl & Partner “pagheranno più contributi INPS e premi INAIL, ma soprattutto saranno i dipendenti a essere penalizzati in quanto a loro carico avranno maggiori tasse e contributi, come IRPEF e addizionali regionali e comunali, che di conseguenza alla fine del mese peseranno sullo stipendio netto finale, che sarà minore”.

Ovviamente nulla cambia se gli stessi ticket vengono convertiti in formato elettronico.

“Cambiamenti che hanno il chiaro intento di favorire l’utilizzo dei buoni pasto elettronici e i pagamenti digitali e che posso sembrare ininfluenti a un occhio inesperto” spiega ancora Causio “ma attenzione perché per aziende e dipendenti i rischi sono quelli di andare incontro a costi maggiori per i primi e riduzioni di stipendio per i secondi”.