Abolizione TASI e nuova IMU 2020

Il Governo ha scelto di accorpare IMU e TASI a decorrere dal 2020.

La novità è quindi una semplificazione, ma non è detto che si traduca in una minore imposizione per i proprietari degli immobili.

La nuova IMU si applicherà infatti su tutti gli immobili esclusi quelli classificati come prima casa non di lusso (classi catastali A1, A8 e A9). La tassa potrà variare da un minimo dello 0,86% fino a un massimo dell’1,14%, un valore esattamente pari alla somma di IMU e TASI attuali.

La base imponibile della nuova IMU 2020 sarà come sempre la rendita catastale rivalutata del 5%, con un coefficiente derivante dalla categoria catastale che varia da 55 (classe C/1, ovvero i negozi) fino a 160 (classe A, C/2, C/6, C/7; case, magazzini, cantine, box, sottotetti).

La base imponibile di nuovo sarà riducibile del 50% in caso di immobili di valore storico.

Con l’abolizione della TASI, la quota a carico degli inquilini viene a sparire, trasferendo così l’intera imposizione sui proprietari.

IMU 2020, tassazione flessibile

Secondo quanto dichiarato dal Governo la nuova IMU darà maggiore flessibilità impositiva ai Sindaci, che potranno applicare un’aliquota differente in base alle necessità del singolo Comune. I Sindaci potranno anche decidere di annullarla del tutto.

Anche per le ville e le abitazioni di lusso l’aliquota standard passerà dal 4 al 5 per mille, con possibilità per i Comuni di alzarla o tagliarla di un punto percentuale.

Secondo il Centro Studi di Confedilizia, l’unione delle due tasse non serve a nulla, anzi elimina una garanzia che oggi i proprietari degli immobili hanno, quella che la TASI deve essere giustificata e anche accompagnata dalla individuazione di specifici servizi indivisibili. Questo vincolo all’aumento indiscriminato verrebbe eliminato con la nuova IMU.