36 milioni di euro raccolti con l’Equity Crowdfunding

L’equity crowdfunding è una innovativa forma di finanziamento per le imprese.

Si differenzia dai canali tradizionali di approvvigionamento di capitale di rischio sia per la prevalente partecipazione di investitori non professionali che per il ricorso a piattaforme online in cui si verifica l’incontro tra la domanda e l’offerta. Uno strumento, di derivazione anglosassone, in grande ascesa.

Nel 2018, anno della sua definitiva consacrazione e diffusione, la raccolta complessiva in Italia ha superato i 36 milioni di euro e il numero delle società finanziate è salito a quota 113 (rispetto alle 50 dell’anno precedente). Anche la platea degli investitori è cresciuta sensibilmente, passando dai circa 3.330 del 2017 ai quasi 9.500 del 2018.

La possibilità di raccogliere capitale di rischio tramite portali online è stata accompagnata fin dall’inizio nel nostro Paese dalla predisposizione di un set di tutele e di protezioni mirato a rendere l’ambiente particolarmente affidabile per gli investitori.

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha analizzato rischi e opportunità per gli emittenti: liquidità, scalabilità e caratteristiche delle imprese venture backed, necessità e ruolo del business plan e gli obblighi informativi e clausole statutarie a tutela degli investitori.

Il documento di analisi, disponibile sul sito della fondazione, approfondisce anche i rischi e le opportunità per gli investitori.

Il capitolo conclusivo è riservato al ruolo e alle opportunità per il commercialista nelle operazioni di equity crowdfunding.

Infatti sono numerosi i suoi amibiti di intervento: definizione dell’assetto dell’operazione dal punto di vista societario, pianificazione delle operazioni future, scelta della tipologia di offerta, definizione dell’importo minimo dell’investimento, redazione dei documenti informativi e dell’offerta.