Decreto Crescita: novità fiscali e tutela del made in Italy

Decreto crescita tutela made in ItalyPubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 aprile, è entrato ufficialmente in vigore il 1 maggio 2019. Il Decreto Crescita tutela il made in Italy e contrasta la delocalizzazione delle imprese titolari di marchi storici italiani. Introduce anche novità in materia fiscale e di investimento che riguardano imprese, famiglie e singoli professionisti.

Numerose novità per professionisti e imprese

Sono in totale 51 gli articoli del Decreto Crescita, le novità sono tante, anche se spesso sono solo riprese o alterazioni di precedenti norme.
Tra le norme più attese citiamo quella “correttiva” in merito al regime forfettario per le partite IVA con dipendenti, così come l’estensione della rottamazione ter anche alle tasse locali (bollo auto, multe, e IUC). Al via il ripristino del super ammortamento per i beni strumentali.
Si introducono misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni. Previsti incentivi alle aggregazioni d’imprese e anche una nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica. Le aziende avranno inoltre un credito di imposta per la partecipazione a fiere all’estero pari al 30% con un massimo di 60 ml euro. Previsto un piano di investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Tutela del made in Italy e “richiamo” dei cervelli in fuga

Un capitolo importante riguarda la tutela delle imprese italiane. Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, si prevede l’introduzione di norme per il contrasto all’italian sounding. Il Decreto Crescita incentiva al deposito di brevetti e marchi e introduce la definizione di marchio storico di interesse nazionale. Menzionata anche una nuova disciplina del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per il “rientro dei cervelli”.
Per quanto riguarda l’innovazione, arrivano norme in materia di cartolarizzazioni, agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare e anche per la creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale.

In generale un decreto che non mantiene le aspettative, soprattutto a fronte di una situazione economica che dall’insediamento del governo è costantemente peggiorata.