Rischio radon, in Italia il problema è serio ma è poco conosciuto

La diffusione del pericoloso gas radioattivo nelle case, nelle scuole e nei luoghi di lavoro è a livelli allarmanti. Ambiente e salute a rischio radon.

Per la sua natura geologica l’Italia è un paese particolarmente esposto al rischio radon, un gas radioattivo i cui effetti nocivi sono poco noti ma collegati ad oltre 10% dei decessi per tumore polmonare.

Trattandosi di una sostanza presente nell’ambiente è quasi impossibile eliminarla, tuttavia occorre monitorarne costantemente la concentrazione, nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e nelle scuole.

A livello percentuale il Belpaese raggiunge addirittura livelli doppi di saturazione della media mondiale, con un elevatissimo rischio radon. Attualmente il Governo italiano risulta inadempiente sotto il profilo della prevenzione per non aver recepito ancora la Direttiva 2013/59/Euratom e dal febbraio 2018.

In generale il gas prodotto dal decadimento dell’uranio non è dannoso per l’uomo perché viene espulso durante la respirazione, tuttavia lo diviene in luoghi chiusi e dopo esposizioni prolungate. Nonostante il rischio radon sia molto serio e tangibile, la questione è per lo più ignorata in maniera inversamente proporzionale di come invece lo è quella dell’amianto nelle case.

L’Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità ha effettuato uno studio specifico sul rischio radon tra gli anni 80’ e 90’.

I valori ottenuti dalla ricerca hanno evidenziato una concentrazione media di 80 70 Bq/m3 sul territorio. Su mentre su scala mondiale la media è 40 Bq/m3, mentre a livello europeo è circa 60 Bq/m3.

Appare quindi chiara la dimensione dell’emergenza, dovuta solo alla innata conformazione geologica.

È necessaria un maggiore coordinamento tra agenzie locali e nazionali per il controllo e il rilevamento del rischio radon, per evitare che si proceda all’edificazione in aree dove la saturazione del gas è palesemente nociva.

Come detto, ad oggi non si possono effettuare bonifiche come per l’eternit, così l’unica strategia per tutelare la salute dei cittadini è svolgere meticolosi sopralluoghi preventivi e indagini per creare una mappatura quanto più possibile fedele e accurata del suolo nazionale.