I monopattini elettrici inquinano?

I monopattini elettrici stanno invadendo le capitali europee.

La spinta emotiva al loro utilizzo è spesso il basso impatto ambientale, dato che sono elettrici e in genere economici. Per i millennial di Parigi o Milano sono la nuova faccia della mobilità urbana.

Ma i monopattini elettrici nascondono dietro a un’immagine fresca e colorata una realtà ben più complessa.

Se si valuta infatti il ciclo di vita totale (come già abbiamo fatto con i sacchetti di carta) possiamo quantificare l’impatto ambientale complessivo di questa opzione di mobilità per quanto riguarda il riscaldamento globale, all’acidificazione, all’eutrofizzazione e alla qualità dell’aria.

Gli oneri ambientali associati all’uso dei monopattini elettrici sono ben poca cosa se paragonati al costo delle materie prime necessarie per costruirli o dell’impatto associato al trasporto dei monopattini da e per le stazioni di ricarica durante la notte.

I risultati di un’analisi approfondita mostrano un valore medio del ciclo di vita di 202 g CO2-eq / miglio passeggero, costituito in maniera quasi paritetica da impatto di materiali e produzione (50%), e impatto della raccolta giornaliera per la ricarica (43% di impatto). Solo il 7% del costo ambientale di un monopattino elettrico dipende dal suo uso (energia e gomme consumate, per esempio).

Sono risultati allineati a quelli delle auto elettriche in car sharing, soprattutto a causa dell’andirivieni dei mezzi che portano i monopattini alle stazioni di ricarica.

Anche considerando che questi studi vanno presi con una certa dose di cautela, e che qualsiasi mezzo elettrico è meglio di uno a combustione interna, si possono però adottare accorgimenti per minimizzare l’impatto di questi mezzi di trasporto che – volenti o nolenti – invaderanno presto le nostre ciclabili.

Per ridurre l’impatto del ciclo di vita dei monopattini elettrici basterebbe migliorare la raccolta dei monopattini, attraverso l’uso di veicoli a basso consumo per la raccolta (che producono 177 g CO2-eq / miglio passeggero), limitando la raccolta dei monopattini a quelli con un basso stato di carica della batteria (164 g CO2-eq / miglio passeggero) e ridurre la distanza percorsa per la raccolta e la distribuzione di ogni singolo monopattino, scegliendo di concentrarli nelle zone più efficienti (147 g CO2-eq / miglio passeggero).

I risultati sarebbero immediati; assumendo che i monopattini elettrici condivisi vengano utilizzati per due anni, si ridurrebbero le emissioni medie del ciclo di vita a 141 g CO2-eq / miglio passeggero.

Senza una gestione efficiente delle flotte dei monopattini e con una durata dei monopattini inferiore ai due anni (secondo alcuni articoli, purtroppo attualmente parliamo di un solo mese di durata), l’efficienza resta invece inferiore a quella delle ben più grandi e sicure auto elettriche.