Gli incendi dolosi in Australia sono una notizia falsa

È circolata molto la notizia che in Australia sono state arrestate quasi 200 persone per aver provocato gli incendi delle scorse settimane.

È una pericolosa forma di disinformazione, fomentata da diversi siti internazionali per nascondere o confondere le più complesse (e gravi) cause degli incendi, prime tra tutte la prolungata siccità e il cambiamento climatico in atto.

L’indagine promossa dal sito Snopes, spesso consultato per la verifica delle notizie online e da noi già consigliato in passato, ha raccolto diverse fonti verificate.

Gli incendi Australiani hanno ucciso 24 persone, distrutto 1.400 case e ucciso milioni di animali, e sono così difficili da contrastare che dovrebbero continuare a bruciare per mesi a venire. Una forma di suicido climatico con forti responsabilità politiche.

Il primo sito a diffondere la notizia degli arresti di massa e della natura dolosa degli incendi è stato InfoWars, notoriamente negazionista dei cambiamenti climatici.

Ma la notizia è stata distorta ed esagerata.

La polizia del Nuovo Galles del Sud ha rilasciato una dichiarazione che rivela che dall’8 novembre 2019, 183 persone, tra cui 40 minorenni, sono state accusate di 205 reati relativi agli incendi boschivi.

Di queste 183 persone, solo 24 sono state accusate di aver deliberatamente appiccato incendi.

Altre 53 persone sono state accusate di aver violato il divieto totale di fiamme libere, e altre 47 persone sono state multate per aver buttato a terra una sigaretta accesa o un fiammifero appena spento.

Per fare un confronto, in Italia nel 2016 sono state denunciate 322 persone per incendio doloso, e 4.635 incendi.

Ma lo stesso governo Australiano si è nascosto dietro a questi numeri per poter mascherare la propria inattività nel combattere gli incendi, ridurre la propria responsabilità per la gestione dell’emergenza e continuare a negare ogni collegamento con i cambiamenti del clima.