The Day After – la guerra nucleare fa ancora paura

Trentasei anni fa, il 20 novembre del 1983, la rete americana ABC trasmetteva The Day After.

Il film, realizzato appositamente per la TV con un basso budget ed effetti speciali quasi amatoriali, divenne un successo internazionale, in grado di cambiare radicalmente la percezione della guerra atomica e delle sue conseguenze sui civili.

A differenza di altre opere dell’epoca, The Day After trattò il prima, il durante e il dopo di una guerra atomica, e si concentrò molto sulla vita dei superstiti – civili americani delle pianure del Kansas – dopo uno scontro nucleare tutto sommato limitato (tecnicamente definito silo on silo, quindi con lanci prevalentemente su obiettivi militari).

L’idea del film venne al presidente della ABC Motion Picture Brandon Stoddard dopo aver visto il film Sindrome cinese.

Edward Hume, sceneggiatore veterano della TV, autore di Cannon e Le Strade di San Francisco, abbozzò la trama già a partire dal 1981, ma dovette rivederla più volte per renderla accettabile ai dirigenti della ABC. Una volta ottenuta l’approvazione venne assunto il regista Nicholas Meyer, che aveva appena completato il film di successo Star Trek II: L’Ira di Khan.

Meyer si assicurò in tutti i modi di poter girare la sceneggiatura che gli era stata presentata, senza dover subire ulteriori ingerenze.

Meyer infatti pensava già a The Day After più come a un docu-film che a un disaster movie, e quindi non volle alcun attore famoso nel cast o alcuna interferenza da parte del Dipartimento della Difesa americano. A una richiesta espressa del DoD che chiedeva che nel film l’Unione Sovietica venisse rappresentata inequivocabilmente come l’aggressore in cambio di collaborazione e assistenza Meyer rispose “no grazie”. E infatti nel film non è chiaro chi sia l’aggressore, in un credibile scenario di escalation costante rispondente alle dottrine tattiche e strategiche dell’epoca di NATO e Patto di Varsavia.

Meyer e Hume, di comune accordo, decisero dopo i sopralluoghi di spostare l’enfasi del racconto da Kansas City a Lawrence, la piccola cittadina sede dell’Università del Kansas.  Lawrence era un bersaglio missilistico primario, perché nelle vicinanze c’erano 150 silos di missili Minuteman, inoltre aveva delle ottime location e gli abitanti erano più favorevoli al progetto.

Il fungo atomico di The Day After venne realizzato gettando dell’inchiostro in un barattolo

The Day After venne visto quel fatidico 20 novembre da più di 100 milioni di persone, un terzo degli americani, con uno share del 62%. Venne candidato a dodici Emmy Awards e ne vinse due.

Ronald Reagan vide il film un mese prima della messa in onda, e scrisse sul suo diario che il film era “molto efficace e mi ha lasciato molto depresso”. Soprattutto, gli fece cambiare idea sulla politica prevalente su una guerra nucleare. Lo stesso Reagan dichiarò che la firma del trattato INF sui missili nucleari a medio raggio venne motivata principalmente dalla visione di questo film.

In un’epoca in cui si aboliscono i trattati nucleari e riprendono le ricerche sulle armi atomiche, questo film va rivisto (è disponibile su Amazon o su Amazon Prime Video).

Buona visione.