Si alzerà il prezzo del petrolio?

L’attacco alla raffineria della Aramco in Arabia Saudita può essere l’inizio di una crisi petrolifera.

I ribelli Houthi con pochi droni – e il supporto dell’Iran – potrebbero riuscire ad alterare i valori di mercato in maniera inaspettata.

L’attacco all’Arabia Saudita

Sabato i ribelli Houthi, che dal 2014 combattono per prendere il controllo dello Yemen, hanno attaccato con alcuni droni due raffinerie della Aramco situate a più di 770 km dal confine.

L’attacco è ritenuto molto superiore alle capacità fino ad ora dimostrate dagli Houthi, anche considerando il supporto logistico che gli fornisce l’Iran, tanto che gli Stati Uniti hanno subito accusato l’Iran di aver compiuto direttamente l’attacco.

Un’escalation pericolosa in una delle zone del mondo già prossima ad una crisi irreversibile.

L’effetto dell’attacco sui mercati

I due stabilimenti forniscono circa il 7% dell’approvvigionamento mondiale di petrolio, e gli attacchi hanno ridotto le loro capacità di circa la metà.

Il Ministro del Petrolio Saudita si è affrettato a rassicurare i mercati che la differenza verrà facilmente colmata dall’Arabia Saudita grazie all’uso delle sue grandi riserve, dichiarazione che non ha frenato la crescita del vallre del greggio da circa 60 a oltre 80 dollari al barile.

Ma la vera prova della resistenza dei mercati arriverà lunedì all’apertura dei mercati asiatici.

Alcuni operatori si aspettano una crescita fino ai 100 dollari al barile, cosa che vanificherebbe tutta la strategia americana e saudita degli ultimi anni, tesa a mettere in difficoltà le economie di paesi ‘nemici’ quali Iran, Russia e Venezuela rendendo il loro petrolio una risorsa meno utile.