Rivoluzione 5G, il futuro della tecnologia nelle infrastrutture globali

Gli scenari nella corsa al 5G, dalle tensioni tra Washington e Pechino allo scandalo Huawei. Stato dell’arte della preziosa risorsa per il business.

Domotica, vetture auto-pilotate, device fissi e mobili, piattaforme cloud e Intelligenza Artificiale, le continue conquiste tecnologie hanno in comune l’esigenza di connettività veloce e sempre attiva. Qui entra in gioco l’innovazione del 5G, che dovrebbe consentire di produrre Smartphone fino a  600 volte più veloci rispetto a quelli in uso oggi. Gli Stati Uniti hanno fissato teoricamente l’obiettivo di rendere disponibile il 5G a livello nazionale entro il 2020, tuttavia nella pratica i progressi sembrano andare più a rilento del previsto. Una delle “minacce” più incombenti è la Cina, più avanti nello sviluppo della tecnologia e nella creazione delle infrastrutture necessarie a supportarla. in pratica la corsa al 5G tra Washington e Pechino è diventata la nuova “corsa allo spazio”. Il rischio è che il colosso orientale acquisti troppo vantaggio non solo nella crescita interna ma anche nella creazione di soluzioni più evolute basate sull’IA.

Un esempio palese di quella che è stata denominata come la “seconda guerra fredda” è il recente scandalo Huawei scoppiato con l’arresto in Canada il 1 dicembre 2018 di Meng Wanzhou, Cfo della società cinese e figlia del suo fondatore. La donna è stata fermata su richiesta degli Stati Uniti per presunte violazioni alle sanzioni sull’Iran, oltre ai dubbi sul possibile uso degli Smartphone cinesi a scopo di spionaggio. Gli Stati Uniti sono arrivati addirittura a vietare l’acquisto e l’utilizzo di device della Huawai nelle agenzie governative americane, “suggerendo” inoltre agli alleati di fare altrettanto per rischi di sicurezza informatica.

La rivoluzione 5G infine potrebbe portare anche non poche complicazioni sotto il profilo pratico, poiché per far viaggiare la banda ultra larga alla necessaria velocità sarà necessario costruire tantissime piccole antenne per evitare che il segnale venga interrotto anche da minimi ostacoli, invece di grandi ripetitori come fatto fino ad oggi. Tra le proposte al vaglio vi è la riduzione del numero di normative che regolano la costruzione delle infrastrutture e aumentare gli investimenti, ma ciò potrebbe creare ripercussioni dal punto di vista politico e ambientale. L’alternativa almeno per ora potrebbe essere la “banda media”, cioè l’utilizzo di reti già esistenti, upgradate per incrementare la velocità rispetto a quelle odierne, me non ancora al livello della vera 5G promessa.