Recupero crediti giudiziale, ecco l’identikit dei debitori

recupero crediti giudiziale identikit debitoreAbbrevia ha pubblicato il report Debt Screening 2019, analisi quantitativa sui dati relativi ai soggetti debitori per l’anno 2018. L’analisi si basa sui casi di recupero crediti giudiziale. Sotto i riflettori, sia il debitore “persona fisica” (il privato), sia le imprese debitrici.

Quando si tratta di recupero crediti giudiziale

Il report DebtScreening è alla sesta edizione e si basa su un’analisi quantitativa sui dati relativi ai soggetti debitori per l’anno 2018, è basata su un ampio campione di rintracci e ricerche anagrafico/patrimoniali a livello nazionale, svolte grazie alla collaborazione con i principali Istituti di credito, Utilities, Professionisti ed Aziende. Sotto esame, i casi di recupero crediti giudiziale. Dopo i numerosi solleciti dei pagamenti e falliti i tentativi di ottenere il recupero del credito in via stragiudiziale, occorre procedere al recupero in via giudiziale (cioè davanti all’autorità giudiziaria). Si ottiene così un titolo esecutivo, cioè un ordine del Giudice di pagamento, rivolto al debitore. Tale titolo consentirà poi al creditore di procedere con l’esecuzione forzata sui beni del debitore.

Chi è il debitore “persona fisica”

Uomo (68%), tra i 35 ed i 54 anni (54%), occupato (75%): è questo l’identikit tracciaro da Abbrevia. Sono leggere le differenze che si riscontrano tra nord e sud Italia. Dal punto di vista del recupero giudiziale circa 1 debitore su 2 possiede un reddito da dipendente o da pensione mentre il 43% rientra nella categoria Esponente in un’impresa. Dal lato patrimoniale, il bene più facilmente individuabile in ottica di pignoramento è il conto corrente (72% dei debitori), seguito dai veicoli (65%) e gli immobili di proprietà con il 46% di presenza.

Recupero crediti, l’identikit delle imprese debitrici

Un dato significativo è sicuramente l’operatività delle imprese debitrici al momento della fase di recupero crediti giudiziale: il 44% di imprese non risultano più operative.
L’analisi sulle imprese debitrici fa registrare alcune forme giuridiche più ricorrenti, in primis le S.r.l. che costituiscono quasi il 50% del campione.
Dal punto di vista dell’età anagrafica dell’impresa, solo il 10% rientra nella classe delle neocostituite (da 0 a 3 anni di attività). Ulteriore aspetto rilevante è quello relativo al settore di appartenenza che vede il 21% delle imprese insolventi specializzato nel commercio al dettaglio. Altri settori particolarmente rischiosi sono il settore Edile ed il comparto HoReCa (15% e 10% sul totale). Nel 51% dei casi, le aziende insolventi hanno nel loro storico eventi “negativi” come protesti, pregiudizievoli e procedure concorsuali.