Ogni errore di Trump avvantaggia la Russia. Sarà un caso?

Elizabeth Warren, candidata Democratica alle primarie presidenziali USA, ha fatto notare un tema ricorrente della Presidenza Trump.

Ogni suo errore, ogni suo scandalo, ogni sua dichiarazione estemporanea ha direttamente o indirettamente beneficiato la Russia di Putin. La nazione che – come è stato dimostrato dal rapporto Mueller – ha aiutato in maniera evidente lo stesso Trump ad essere eletto. Quella che, attraverso vari suoi oligarchi strettamente collegati a Putin, ne controlla le finanze. La nazione i cui servizi segreti, secondo fonti non propriamente attendibili ma non incredibili, hanno in mano video di Trump impegnato in attività degradanti in un hotel di Mosca.

Insomma, sembrano più che coincidenze. Partiamo dagli eventi più recenti.

Trump ha consegnato la Siria ai Russi

Prima ha convinto i Curdi a demolire le postazioni di difesa sul confine, assicurandoli che sarebbero state presidiate dai soldati americani, poi ha cambiato idea durante una telefonata con Erdogan e ha deciso di evacuare le truppe USA sul confine con la Turchia. In questo modo Trump ha consegnato i Curdi all’abbraccio di Assad e della Russia, che si sono offerti di frapporsi tra loro e l’esercito turco. Le immagini dei soldati Russi che entrano nel campo militare americano di Manbij hanno fatto il giro del mondo, e hanno fatto ‘vergognare’ i Berretti Verdi per il tradimento. Ora ha negoziato – non si sa su mandato di chi – un cessate il fuoco che sostanzialmente sancisce l’invasione Turca e permette ai Russi di prendere il controllo delle zone di frontiera senza rischiare di finire nel fuoco incrociato.
Risultato finale: la Russia ha guadagnato una posizione preminente in Medio Oriente per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica.

Trump ha ostacolato la difesa dell’Ucraina

Lo scandalo che ha portato Trump all’impeachment parte tutto da una questione quasi banale: il Presidente degli Stati Uniti ha bloccato aiuti militari urgenti all’Ucraina – che, lo ricordiamo, ha visto parte del suo territorio venkre annessa con la forza dalla Russia, cui aveva ceduto le sue armi atomiche in cambio di ampie garanzie sull’integrità territoriale – a meno che il governo Ucraino non trovasse prove contro Hunter Biden, il figlio del principale candidato democratico alle elezioni, Joe Biden.
Risultato finale: in tutto il trambusto venutosi a creare l’Ucraina non ha ancora ricevuto il suo pacchetto di aiuti e gli USA sono apparsi come disposti a negoziare il loro supporto militare per vantaggi interni di un singolo candidato Presidente.

Trump ha indebolito l’immagine della NATO

Sin dal suo insediamento Trump ha lavorato per separare gli USA dalla NATO, insistendo sulla necessità che gli alleati spendessero di piu per la difesa, comprassero più armi americane e imparassero a cavarsela da soli. La festa per i settanta anni della NATO è stata un evento triste, per la prima volta senza capi di stato, con proclami di unione ben distanti dalla realtà. Trump ha minacciato di ritirare gli USA dall’alleanza qualora gli alleati non raggiungano la spesa militare concordata del 2% rispetto al PIL, sostenendo che gli USA stiano spendendo troppo per la difesa dell’Europa.
Risultato finale: i paesi baltici, i più minacciati dall’espansionismo Russo, tra queste dichiarazioni e l’atteggiamento verso l’Ucraina guardano con sospetto all’alleanza atlantica. A sud la Turchia, un paese NATO, si può permettere guerre di aggressione certa di non poter subire pesanti sanzioni (se non sceneggiate di facciata, come quelle dichiarate dagli USA e poi ritirate dopo l’accordo di cessate il fuoco che beneficia solo la stessa Turchia).

Trump ha ritirato gli USA dall’INF

Il trattato internazionale sui missili balistici a medio raggio era uno dei successi di Reagan degli anni ‘80. Aveva messo fuorilegge un’intera categoria di missili a testata nucleare molto pericolosi perchè precisi e al contempo difficili da individuare in tempi rapidi, cosa che li rendeva ottime armi per un primo attacco di sorpresa. Il trattato rese l’Europa un luogo più sicuro, e lo mantenne tale per quasi quarant’anni. Fino a Trump.
Sulla base di svariate prove sull’eccessivo raggio operativo di un missile russo, Trump ha ritirato gli USA dal trattato INF il 2 agosto di quest’anno, accusando la Russia di non rispettarlo… ma dandole in questo modo la libertà legale di sviluppare questo tipo di armi. Nel frattempo gli USA non stanno sviluppando missili a medio raggio, e secondo alcune stime potrebbero impiegare più di dieci anni per recuperare il tempo perso. Se davvero i Russi stavano sviluppando in segreto queste armi, la decisione di Trump li ha liberati d ogni genere di vincolo senza restituire alcun vantaggio agli USA. Bel colpo!
Risultato finale: la Russia può continuare a sviluppare il suo missile, collaborando magari con la Cina, il vero nemico futuro degli USA. Il tutto rende più difficile inoltre studiare un trattato per controllare i missili ipersonici, il vero cruccio strategico del terzo millennio.

Trump ha cercato attivamente di dissolvere l’Unione Europea

Donald Trump ha considerato l’Unione Europea un avversario sin dal primo giorno delle elezioni. Esattamente come Putin. Tra i gesti più simbolici, ha ridotto il rango dei rappresentanti della UE negli Stati Uniti, solitamente parificati a quelli di capi di stato, a quello di rappresentanti di istituzioni multinazionali. Uno sgarbo senza conseguenze, ma comunque denso di significato.
Trump si è poi speso in lodi a favore della Brexit, promettendo tariffe doganali favorevoli al Regno Unito una volta uscito dalla UE. Altrettanto ha promesso pochi giorni fa all’Italia, mentre imponeva dazi ai prodotti europei.
La visione di Trump è che un’Europa divisa sarebbe più arrendevole ai diktat americani. Ovviamente sarebbe anche più debole e più dipendente militarmente dagli USA, cosa che aumenterebbe la rilevanza della NATO. Cosa che ci riporterebbe al punto precedente, ma la logica non è una virtù presidenziale.
Risultato finale: la UE a 27 vede ora gli USA come un avversario economico. Il WTO ha autorizzato gli USA ad applicare miliardi di dazi alla UE come misura compensatoria per gli aiuti di stato europei ad Airbus, ma Trump li ha usati per colpire vini francesi, formaggi italiani e altri prodotti non collegati, suscitando solo grande irritazione nei produttori europei. E la Russia ha dichiarato prontamente che lei invece, avendo la UE come primo partner economico, vuole un’Unione Europea ricca e unita. L’ironia.