Rinnovabili al 100% prima del 2050, Google e Apple fanno da apripista

Cupertino e  Mountain View utilizzano già esclusivamente risorse pulite. Rinnovabili prima fonte energetica in 30 anni, emblematico il caso del Portogallo.

L’ipotesi di uno sfruttamento esclusivo delle rinnovabili per coprire il fabbisogno globale diventa sempre più concreta. Un esempio emblematico viene dal Portogallo, che lo scorso marzo 2018 è riuscito a generare un surplus energetico del 3,4%, utilizzando soltanto impianti eolici e fotovoltaici. L’energia “in eccesso” è stata quindi esportata nella vicina Spagna,  che in quel momento aveva raggiunto l’86% di elettricità complessiva, tramite fonti “green”. Integrando progressivamente la rete di pannelli solari e pale eoliche con centrali alimentate da gas naturale, si potrebbe arrivare al 100% di rinnovabili entro il 2050.

In questo campo Apple e Google sono già all’avanguardia, avendo già raggiunto l’obiettivo della totale autonomia con fonti pulite. Il colosso di Mountain View ha attivato numerose partnership con utility-scale in vari paesi, per 3 miliardi di dollari di investimenti in fonti rinnovabili. Anche il gigante di Cupertino dal canto suo ha comunicato che ogni sua struttura dislocata nel mondo è oggi alimentata tramite energie pulite. Al momento l’unico neo della questione è rappresentato dalle forti oscillazioni che le rinnovabili subiscono in termini di volume produttivo. A seconda delle stagioni e dalle condizioni metereologiche può infatti variare molto l’entità di ciò che viene generato grazie al vento e al sole.

Per stabilizzare queste fluttuazioni la soluzione potrebbe essere in prima battuta negli accumulatori agli ioni di litio e in un secondo momento nelle celle a combustibile idrogeno. Con queste premesse e con un simile ritmo si teorizza un uso esclusivo delle rinnovabili anche prima di 30 anni, ma ciò riguarda principalmente il sostentamento delle metropoli . Per quanto riguarda il settore automotive, i trasporti e l’industria in generale, l’orizzonte pare ancora un po’ lontano, poiché questi comparti dipendono ancora molto dai sistemi “tradizionali”. I combustibili fossili e l’energia termonucleare occupano ancora una porzione ragguardevole a livello planetario, tuttavia le prospettive sono estremamente positive.