PPA e rinnovabili, limiti e potenzialità dei contratti a lungo termine

Per ammortizzare i costi iniziali per eolico e fotovoltaico la risposta potrebbe essere nel binomio tra PPA e rinnovabili. Ipotesi progetti a 35 anni.

Si chiamano PPA, acronimo di Power Purchase Agreement, contratti a lungo termine per l’acquisto e lo sfruttamento di energia da fonti rinnovabili. Questo tipo di rapporto professionale tra produttore e consumatore di risorse è già in atto in diversi paesi del mondo, ma con le nuove direttive della Strategia Energetica Nazionale stanno diventando una realtà anche in Italia. Nel dettaglio i PPA prevedono che un’azienda accetti di comprare elettricità da un determinato interlocutore a un prezzo fisso per un periodo prestabilito di tempo. Ciò consente di creare una copertura contro eventuali fluttuazioni dei prezzi, dando accesso contemporaneamente ad una platea più ampia di potenziali fornitori.

La modalità dei PPA risulta così particolarmente indicata e applicabile per il settore “green” dell’eolico e del fotovoltaico, che hanno di norma costi di impianti piuttosto elevati. Si stima infatti che la spesa per l’allestimento richieda un investimento tale da incidere fino al 90% sul valore totale dei progetti. L’inverso avviene invece per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei sistemi, che hanno costi di esercizio solitamente molto bassi. Le potenzialità dei PPA sono quindi notevoli, e fino ad oggi le tipologie di accordi sono state sempre in un range tra i 10 e i 15 anni di durata.

L’Itala è ancora relativamente indietro da questo punto di vista, con la maggioranza di contratti per rinnovabili tra i 3 e i 5 anni. Ora si paventa l’ipotesi di estendere i PPA fino a 35 anni, spalmando di conseguenza gli investimenti su un periodo molto più lungo. Se l’idea troverà concreta applicazione, condivisione e diffusione, l’auspicio non è solo quello di incrementare notevolmente lo sfruttamento delle energie pulite, ma anche quello di calmierare e regolarizzare di molto i prezzi medi di mercato. Fondamentale sarà il ruolo degli incentivi per la riconversione degli impianti, per l’implementazione di quelli già esistenti, per la ricerca e l’innovazione tecnologica.