Il Tempest in arrivo apre la guerra degli aerei stealth

L’Italia ha deciso di unire le forze con Regno Unito e Svezia nello sviluppo del Tempest, il caccia stealth di sesta generazione.

Uno schiaffo a tedeschi e francesi, impegnati nello sviluppo del caccia concorrente FCAS, e alle aspirazioni dell’Unione Europea di avere un esercito comune entro il 2030.

Perchè un caccia stealth di sesta generazione

Eurofighter

L’esigenza di sviluppare un caccia stealth europeo nasce dalla mancata esportazione dell’F22 da parte degli USA, ed è diventata più urgente dopo la chiusura della linea di produzione del caccia americano. L’F35, per quanto un buon cacciabombardiere, è stato pensato per sostituire Tornado, F16 ed F18, certamente non aerei più performanti o dedicati alla superiorità aerea come F15, Eurofighter e Rafale.

Quindi le nazioni europee, con una lunga tradizione di sviluppo di piattaforme aeree multinazionali, si sono messe al lavoro per disegnare sia una piattaforma capace di assicurare le supremazia sui cieli europei, che sviluppare le competenze di costruzione di un aereo stealth, ormai indispensabili per futuri progetti militari.

Ma i differenti requisiti operativi e i budget a disposizione hanno presto portato le nazioni che hanno sviluppato insieme l’Eurofighter (UK, Italia, Spagna e Germania) a separarsi, mentre nazioni notoriamente autarchiche come Francia e Svezia hanno avvicinato altre nazioni per condividere i costi di sviluppo, ormai insostenibili per una singola nazione.

Tempest e FCAS

Tempest

Il Regno Unito ha scelto di sviluppare il Tempest, un caccia stealth destinato a sostituire l’Eurofighter dopo il 2035, tramite un consorzio guidato da BAE. La missione del Tempest sarà affiancare gli F35, dedicati all’attacco al suolo, per garantire la supremazia aerea. Avrà una versione pilotata ed una versione drone, e le caratteristiche stealth non comprometteranno le capacità di volo manovrato (la stessa scelta seguita dall’USAF con l’F22). Al Regno Unito si è unita la Svezia, che dovrà sostituire il Saab Gripen e che ha sempre destinato meno risorse all’attacco al suolo rispetto all’intercettazione, dato che la minaccia principale per il regno del nord è costituita dai bombardieri russi. Ed ora arriva l’Italia, che avendo scelto gli F35 per sostituire i Tornado si trova nella medesima condizione operativa degli Inglesi.

Germania e Francia hanno invece finanziato Airbus per sviluppare il FCAS (o SCAF, Future Combat Air System /Système de Combat Aérien Futur), un aereo stealth senza compromessi. L’obiettivo di questo progetto è sviluppare un cacciabombardiere in grado di sostituire Eurofighter e Rafale, ma anche di ricoprire i ruoli di Tornado e Mirage 2000 nell’attacco al suolo. Le caratteristiche pesantemente stealth lo rendono molto meno visibile ai radar rispetto al Tempest, a scapito delle prestazioni nel combattimento manovrato (una soluzione simile a quella dell’YF23, il caccia che aveva perso la competizione con l’F22 negli anni novanta). Il FCAS avrà una versione imbarcata, destinata sia alla portaerei francese che al mercato dell’export (si pensa all’India), e pur non avendo una versione senza pilota sarà in grado di coordinare diversi droni asserviti.

Il ruolo dell’Italia

FCAS

Il generale Nicolò Falsaperna, segretario generale della Difesa italiano, e Sir Simon Bollom, CEO di Defence Equipment & Support, hanno firmato il 19 settembre una Dichiarazione di intenti per collaborare al programma Tempest. Un grande risultato per BAE e il governo Britannico, dato il peso e le competenze dell’industria aeronautica italiana.

“La Dichiarazione di intenti impegna entrambi i governi a sviluppare ulteriormente le proprie capacità nel settore dell’aeronautica militare. È il risultato di uno studio congiunto di fattibilità del governo, avviato a seguito della pubblicazione della Combat Air Strategy britannica al Farnborough Air Show a luglio 2018 ”, afferma il comunicato stampa del Ministero della Difesa italiano.

Lo studio conclude che Regno Unito e Italia sono i migliori partner possibili nel settore dell’aeronautica militare, sia perchè Aeronautica Militare e Royal Air Force impiegano gli stessi velivoli – l’Eurofighter Typhoon, l’F-35 e il Tornado – sia perchè questa vicinanza ha portato a dottrine, percorsi di addestramento e tattiche comuni.

Ora si spera che l’Italia riesca a mantenere gli impegni, per non perdere occasioni come già successo ai tempi dell’F35.