Netflix non è per niente morta (malgrado Disney+)

Netflix ha affrontato una brutta trimestrale e perde abbonati… ma anche per Disney è il modello da battere.

Disney+ è il canale di streaming che tutti stanno aspettando e Disney è una società formidabile da battere, qualsiasi sia il settore nel quale si applichi. L’apertura del nuovo parco a tema Star Wars Galaxy’s Edge collegato a Disneyland è solo un altro esempio di quanto sia estesa la loro proprietà intellettuale, quanto siano grandi i loro marchi e quale grande team di gestione abbiano.

Ma è Netflix il modello di società cui si stanno ispirando per lo streaming.

Perché malgrado abbia mancato l’ultima trimestrale, Netflix si aspetta di raggiungere circa 30 milioni di nuovi abbonati entro l’anno. Per far capire la prospettiva dimensionale tra i player dello streaming di cui abbiamo parlato in passato, HBO ha impiegato circa 30 anni per ottenere 30 milioni di abbonati.

Netflix aggiungerà altri 30 milioni di abbonati in tutto il mondo in un solo anno.

Questo è il ritmo di crescita cui aspira Disney+, percorso che passa attraverso investimenti nel software di streaming oltre che dalla produzione di contenuti.

La stessa strategia di Netflix.

Tanto che i piani di Disney preoccupano molto più tutti gli altri player del mercato che il suo attuale leader.

Avremo due o tre abbonamenti: Netflix e…?

L’esperienza americana insegna che la resistenza alla spesa dei consumatori è molto più grande del previsto, e che ci sarà un limite abbastanza basso al numero di servizi di streaming che le persone acquisteranno, tra i 2 e i 3.

Netflix con quasi 60 milioni di clienti privati solo negli USA (160 milioni nel mondo) difficilmente soffrirà dalle disconnessioni: la sua forza è un catalogo di esclusive creato negli ultimi anni sulla base di avanzati algoritmi che le rivelano i gusti dell’utenza, reso possibile da un budget dedicato alla programmazione originale così alto da potergli far offrire sempre materiale nuovo.

Disney, prendendo la decisione di raggruppare Hulu, Disney+ ed ESPN+ a un prezzo molto conveniente per gli abbonati americani (circa 13 dollari al mese), avrà un enorme vantaggio nel guadagnare quote di mercato, e con i suoi marchi (Disney, Pixar, Star Wars, Marvel) ambisce alla seconda posizione.

Ma anche qua l’esperienza insegna che i film che hanno fatto il loro corso nelle sale non sono necessariamente il punto di forza per attrarre le persone ai servizi di streaming. Netflix ha avuto molti film Disney in catalogo e non si sente mai la gente parlare dei film Disney che ha visto su Netflix.

Tutti parlano solo delle serie originali.

 

Streaming vs cavo (o satellite)

La Disney aspira a guadagnare 13 dollari al mese dallo streaming, ma sa benissimo che per ogni nuovo abbonato può perdere 8 dollari, se in precedenza era abbonato a ESPN o HBO via cavo.

Le aspettative negli USA sono che i canali via cavo – quelli che da noi sono via satellite – perderanno circa 20 milioni di abbonati nei prossimi cinque anni, quindi Disney si prepara al mercato di sostituzione.

Ma anche così Disney+ difficilmente porterà ricavi alla sua società madre per almeno cinque anni. Solo che – a differenza di Netflix, che deve comunicare ogni singolo dato – Disney potrà mascherare i suoi buchi tra vari giroconti delle diverse divisioni, tutto nel pieno rispetto delle norme della SEC.